Sempre pronti a dare la colpa al passato, ci si dimentica che a volte l’evidenza dice il contrario , e che cioè il passato ha funzionato per alcune cose e il presente tenta di modificarle in peggio. La spiegazione che i consiglieri della maggioranza stanno dando al tentativo di ridare autonomia ad alcuni enti nelle gare di appalto è una pezza peggiore del buco, perchè tutti i dati, tutte le relazioni, le stesse autorità di vigilanza parlano di indubbio successo della Suarb, la stazione unica appaltante che la Regione basilicata ( imperante Pittella) ha creato. Il lettore che voglia rendersi conto di questa dinamica positiva della Stazione deve andare sul portale della Suarb e leggersi le relazioni dei vari anni, da quando è partita nel 2015 ad oggi. La stessa dirigente della Stazione, la d.ssa Santoro, questi dati li ha portati in Commissione consiliare regionale, per sostenere che non solo l’ufficio speciale cammina spedito ma che soprattutto ha realizzato risparmi e ha portato trasparenza in quella nebulosa che sono gli appalti pubblici. La scusa ufficiale che sta motivando una retromarcia su questa Stazione unica, fino a volerla far tornare nel garage delle cose da mettere da parte, è che l’accentramento di gare provoca ritardi e che per alcuni enti ( vedi quelli che muovono milioni in opere edili, o quelli che fanno appalti milionari per le pulizie) il ritardo porta pregiudizio ai servizi. Si dice anche che questi ritardi provocano proroghe illegittime, ma è una tesi boomerang perchè proprio la stazione appaltante ha denunciato il fatto che le proroghe derivano dal fatto che gli enti committenti mandano le gare all’ultimo momento, forse proprio per trovare una giustificazione alla proroga . Se poi la storia dei ritardi fosse vera, e non lo è, basterebbe stralciare dall’obbligo di rivolgersi alla Suarb gli enti elettivi, Comuni e Province, lasciando che tutta l’amministrazione regionale diretta e indiretta, con i Dipartimenti e con gli enti strumentali, si avvalga della Stazione in esclusiva, magari potenziandola con professionalità importanti a livello istruttorio, per gestire volumi di gare davvero importanti. Ma l’obiettivo nascosto in questa strategia regionale sembra proprio quello di ridare autonomia ad alcuni enti strumentali, quasi a ridare loro il potere della discrezionalità che questo sistema accentrato gli ha tolto. Che poi sono gli stessi enti strumentali a creare , non diciamo intenzionalmente, ritardi alla pronta esplicazione della gara con documenti richiesti e non inviati, con documenti mancanti e qualche volta con ricorsi all’Anac che hanno fatto un buco nell’acqua, dimostrando invece la correttezza esercitata dalla stazione unica appaltante. Io non so se questa riforma potrà passare vista l’obbligatorietà di una legge a rivolgersi, per appalti superiori ad un certo importo, all’organismo aggregatore esistente nella propria regione: ma questo fatto di poter dare libertà agli enti committenti di ricorrere ora alla consip, ora ad una stazione appaltante fuori regione, ora facendo la gara in proprio, mi sa tanto di libertà di avere mani libere e di scegliere il canale dove l’acqua scorre in certe direzioni. Questo è il tema sul quale bisogna ragionare. Si sta facendo un errore madornale, che probabilmente non passerà, ma che sicuramente mette in discussione tutto il bagaglio retorico usato in campagna elettorale sulla moralizzazione della vita pubblica. Questo fatto non va in quella direzione, ma in quella esattamente contraria. E il profilo del Governatore è tale da dover soppesare anche gli effetti che questo errore rischia di provocare alla immagine di Bardi. Rocco Rosa