Mercoledì il Consiglio regionale di Basilicata si riunisce in seduta straordinaria per affrontare il problema di Stellantis, dopo che la situazione complessiva si è arricchita di un importante confronto a livello nazionale fra Sindacati ed Azienda, che in parte ha fugato alcuni dubbi sul ridimensionamento della produzione in quel di Melfi.. Gli incontri in verità erano stati messi in calendario da tempo dopo le continue richieste dei sindacati ed è stato reso di attualità a seguito delle voci che si rincorrevano su un ridimensionamento degli impianti della neo società italo-francese I vertici di oggi sono due: il primo generale su tutta la situazione di tutte le fabbriche italiane del Gruppo, mentre il secondo specifico per lo stabilimento di località San Nicola di Melfi.
Per la Basilicata il pericolo non era ipotetico, perché da parecchio tempo si paventava una riorganizzazione dei reparti propri della logistica e dell’assemblaggio, e quando si parla di riorganizzazione il pensiero subito corre al taglio di linee produttive. È questa una parte integrante della nota di Fiom che reputa positivo il Consiglio Comunale aperto di Melfi del 13 aprile scorso, un Consiglio Comunale propedeutico ai summit di Torino.
Dalla lunga discussione emerge con chiarezza la necessità di confermare la centralità dello stabilimento di Melfi e di tutto il sistema di fornitura e logistica tramite il coinvolgimento delle Regioni limitrofe da cui provengono numerosi lavoratori, una visione di prospettiva tesa al recupero di una parte dei costi industriali messi sul tavolo dal nuovo amministratore delegato Tavares.
Ciò che serve è che il governo italiano si avvicini a Stellantis e che si faccia carico delle esigenze dei lavoratori, anche perché se è vero che arrivano i soldi del Recovery Fund, occorre destinare parte di queste ingenti risorse dei fondi europei e del programma Next Generation EU ad innalzare la competitività delle fabbriche italiane.
Ma le polemiche della politica non si stemperano, perché aperture e volontà di fare fronte comune si scontrano con alcune polemiche che per esempio sono state prodotte dalla componente del Movimento 5 Stelle in Basilicata in forte polemica per la mancanza del numero legale registrato nella scorsa seduta proprio sul tema di Stellantis..
Si spera che ,a partire dal prossimo Consiglio, si possa trovare una linea unitaria e ben definita, che allerti i referenti romani di tutti i partiti perché qui ben 7000 famiglie, quelle dei dipendenti dell’ex FCA di Melfi, costretti in un’estenuante altalena tra cassa integrazione e chiusura dell’impianto lucano delle ultime settimane, sono in attesa di risposte chiare e certe sul futuro del loro lavoro. E questo in un periodo così delicato per tutto il Paese, e soprattutto per il Mezzogiorno, già vessato da più di un anno ormai, da pesanti e gravi difficoltà economiche per le sue piccole e medie imprese, causa Covid.
Lidia Lavecchia
