pietro simonetti

Ieri un altro incontro inutile a Roma. Continua il percorso dei presunti tavoli di confronto per utilizzare il tempo nella progressione a svuotare i siti italiani con gli esodi incentivati da 80.000 a 120.000 euro,l ‘uso delle trasferte e della Gic e dei contratti di solidarietà oltre alla riduzione delle forniture esterne delle imprese dell’indotto sacrificate ad una parziale riconduzione interna di lavorazioni prima esternalizzate.
Siamo di fronte ad un disegno preciso della Stellantis che alcuni protagonisti di tavoli finti,in particolare le organizzazioni sindacali che da tempo sostengono il percorso,concretamente accettano salvo dichiarare il contrario.
In questi giorni a Roma ed in altre sedi sara’tutta una girandola di incontri per i vari stabilimenti che certamente avranno lo stesso esito.
Un piano come quello messo a punto dalla multinazionale,che incardina anche scelte in Polonia,Serbia,ed in altri Paesi africani, doveva essere affrontata a livello nazionale ed europeo da tempo.Non e’ accaduto a livello sindacale,per le evidenti divisioni ed interessi particolari che  dimostra la visione suicida e clientelare della tutela dei lavoratori e degli associati.
Divisi da tempo si perde anche la clientela oltre che l’occupazione in un lento ma inesorabile tragitto di ristrutturazione che adesso viene indicata come  transizione,una parola usati in tutti i campi per il trionfo della finanziarizzazione  della economia e dei profitti
D’altra parte la stessa iniziativa della UE,dei Governi nazionali,delle Regioni è stata debolissima e piena di contraddizioni per via di scelte e interessi contrapposti.
In Basilicata la vicenda assume contorni ancora piu`drammatici per il naturale analfabetismo in politica industriale che da tempo alberga in via Anzio e dintorni dove sono convinti che qualche bando da 20 milioni e sconti sull’energia possano servire a bloccare il disegno di Stellantis,in particolare lo svuotamento del sito principale e  la riduzione massiccia dei fornitori e dei relativi  livelli produttivi e occupazionali.
In definitiva una vicenda gestita male e comunicata in modo pessimo.
La campagna elettorale in corso che terminerà a giugno dopo le europee non fara’che aggravare i danni con dichiarazioni,rassicurazioni senza basi concrete,e promesse prive di fattualità.
La mancanza di uno schieramento unitario e di lotta al progetto Stellantis per i livelli produttivi immaginati, la mancanza di investimenti concreti e la dislocazione produttiva all’est ed in Africa sarà ancora sostituita dal bla bla della ricerca della concertazione e del presunto dialogo, condizioni mai raggiunte e ormai da considerarsi defunte.