I gossippari della politica andranno a scovare tante minuzie per  attribuire ora a questo ora a quello il successo dell’emendamento sul finanziamento definitivo della Matera Ferrandina e probabilmente ci sarà anche chi si è speso più degli altri per portare a casa anche un successo personale. Voglio però credere che intorno alla questione si sia creato quel clima di collaborazione, quel gioco di squadra di cui si avvertiva la mancanza da tempo, da tanto tempo,  almeno da quando i parlamentari hanno  preferito indossare sopra la maglia identitaria la pettorina  dell’allenatore di turno , inseguendo feeling e ubbidendo a filiere.  Già altre volte , da queste colonne, abbiamo parlato della necessità di alzare il  livello del gioco e compensare con l’unità dei parlamentari, di qualsiasi colore siano, la debolezza di una regione che ne esprime pochi e che da tempo non riesce ad avere un suo Ministro degli Esteri . Abbiamo ricordato che cosa ha significato il peso di un uomo come Colombo che ,con la propria autorevolezza, le proprie entrature, aveva portato in zona competitiva la Basilicata , assicurandole stabilità e sviluppo. Ma anche , prima di lui, il contributo di pensatori, filosofi, uomini di studi che hanno illuminato il Parlamento dall’angolino dal quale parlavano richiamandolo a responsabilità decisionali alte ed a scelte di giustizia ed equità. Il periodo esaltatorio delle Regioni, convinte e contente di poter fare tutto da sole, ha messo in ombra la funzione degli stessi rappresentanti del territorio a Roma, anche per via di leggi che ne hanno tolto la scelta dal basso e quindi il principio stesso della rappresentatività democratica. Eppure , nonostante questo, sono arrivati momenti cruciali nei quali ognuno si è ricordato che il Parlamento è sovrano e che, in quella sede,  possono avvenire scelte o decisioni  che sono solo frutto dell’intraprendenza, delle capacità relazionali, del sapersi muovere di persone che conoscono il loro mestiere e non stanno lì a scaldare la sedia. Ecco, forse è arrivato il momento di capire che il livello regionale e quello dei parlamentari debbono integrarsi nel nome di un rispetto reciproco,  che ha la sua ragion d’essere nel rispetto che si deve al territorio. E questo soprattutto ora che alcune competenze peculiari vedono di fatto già la preminenza del potere centrale rispetto a quello locale.