La partita Stellantis è vitale per il futuro della Basilicata e la condizione preliminare perchè la si possa vincere è un atteggiamento unitario delle forze politiche che debbono mettere da parte le polemiche e presentarsi come squadra unita capace di tenere il campo anche a livello nazionale. All’indomani delle accuse rivolte a Bardi per la sua assenza alla discussione in consiglio regionale, poi rinviata , si registra un atteggiamento più propositivo da parte di entrambi gli schieramente. L’assessore Cupparo, parla delle cose fatte, a cominciare dalla procedura accelerata per abbattere i costi energetici dell’area industriale di Melfi che erano un macigno che pesava sulle sorti degli stabilimenti tutti italiani e provare, come stiamo facendo in queste settimane, a togliere ogni tipo di alibi a Stellantis affinché si possa aprire una trattativa vera per la salvaguardia del polo industriale di Melfi e dei livelli occupazionali dell’intero comparto automotive. Allo stesso tempo il Presidente Bardi sta continuando incessantemente, insieme al Dipartimento, a coinvolgere tutte le Regioni interessate per fare fronte comune in una condizione di grande debolezza che vivono gli stabilimenti italiani ed europeia causa del Green Deal, che dal primo gennaio 2025 porterà una nuova stretta per quanto riguarda i motori a combustione e nello specifico si passerà da 125gCO2/km a 95 gCO2/km. Questa ulteriore accelerata, per chi ancora non lo avesse inteso, vanificherebbe ogni sforzo utile verso una transizione graduale perché a Melfi, come in tutta Italia ed in tutta Europa, come dichiarato da tutte le case automobilistiche europee, gli stabilimenti saranno completamente fermi. In questa condizione – dice l’Assessore – invitiamo gli urlatori di polemiche ad esprimersi in modo chiaro se sono favorevoli a questa norma votata a grande maggioranza dal governo europeo. È per noi evidente e chiaro che la transizione fatta di imposizioni e di multe ci porterà solo alla distruzione di uno dei settori vitali della Basilicata. Riteniamo, pertanto, che a partire dal prossimo Consiglio Regionale tutti insieme si possa arrivare ad un documento chiaro nei confronti della Commissione Europea che contenga il diniego di questa normativa destinata a produrre gravissime ripercussioni sull’automotive in Italia.
Appello all’unità arriva anche dal consigliere Roberto Cifarelli del Pd secondo ilquale “Chiunque rivesta ruoli di responsabilità dovrebbe evitare in questo momento così delicato e particolare di strumentalizzare le difficoltà in cui vivono migliaia di lavoratori del settore automotive per accendere polemiche politiche e provare a lucrare consenso”. “Questo è il momento dell’unità – ha sottolineato l’esponente del Pd – innanzitutto politica e con le forze sociali, sindacati e rappresentanze imprenditoriali; ed è il momento della condivisione delle scelte e delle strategie. Non è rispettoso della massima Assise regionale e degli eletti dal popolo giustificare l’assenza trincerarsi a posteriori dietro un incontro con altri Presidenti di regione fatto a latere di un incontro pubblico. Ma non voglio a mia volta polemizzare”. “La settimana prossima – ha concluso Cifarelli – discuteremo in Consiglio regionale e valuteremo insieme cosa è meglio per la Basilicata. Al di là degli auspici riguardo a quelle che dovrebbero essere le politiche europee, ci interesserà capire, attraverso gli strumenti di cui disponiamo, cosa concretamente la Regione può impegnarsi a fare per l’area industriale di Melfi, per Stellantis, il suo indotto e più in generale per il settore dell’automotive che non è solo Melfi”.
Continua a non fare sconti alla maggioranza Bardi il capogruppo del Pd Lacorazza, per il quale l’alibi delle norme europee portato dall’assessore Cupparo non regge. La ‘diserzione’ dal Consiglio regionale di ieri è stato un errore, continuare ad arrampicarsi sugli specchi non è una buona pratica per dare dignità, autorevolezza e credibilità alle istituzioni. Ma ci vediamo in Consiglio regionale con le nostre idee; troppi alibi, caro Assessore, diventano implicitamente un riconoscimento di colpe e di fuga dalla realtà”.
