C’è una richiesta al presidente Cicala di convocare il Consiglio regionale in seduta straordinaria sull’emergenza Covid e sulle criticità che si stanno riscontrando negli ospedali lucani. Questa richiesta è firmata, per la prima volta, dall’intera opposizione, ia dai tre deputati penta stellati che dagli altri cinque del centrosinistra, oggi in tre articolazioni distinte tra PD, Italia Viva e l’ex candidato governatore che fa gruppo a sé. Già questo sul piano politico sarebbe una novità, perchè finora i pentastellati non hanno mai formalizzato documenti comuni con le altre forze di opposizione, ma più che essere un segnale di svolta è la constatazione di una situazione di vera emergenza che costringe a muoversi in una stessa direzione. Dunque il problema è, come abbiamo riportato nell’approfondimento odierno, che questa pressione della gente presso le strutture ospedaliere porta con sé il rischio di un collasso delle stesse, sia perchè i casi di ricovero non sono selezionati, sia perchè non si può ad un tempo gestire ad un tempo il flusso covid da quello delle normali malattie, col rischio di fare la fine di alcuni ospedali del Nord che, nel marzo scorso, hanno dovuto chiudere i battenti per il dilagare del contagio nei reparti e tra gli operatori. Come organizzare la linea di difesa fuori dall’ospedale è stato oggetto di molte prese di posizione, ma non sembra che sia stata varata una direttiva su come agire. Ci sono proposte sul tappeto, ci sono offerte di collaborazione da parte dei Sindacati, ci sono indicazioni da parte del Ministero. E ci sono gli strumenti, dai tamponi rapidi, ai protocolli domiciliari, ai drive in. Si tratta di tirare le somme e di dare le direttive giuste. Ma un Dipartimento privo di dirigenti, ridotto praticamente ad un direttore generale e due dirigenti di ufficio, si sta dimostrando l’anello debole della strategia, con il rischio che la non tempestiva operatività delle cure possa determinare nuovi drammi. Di fronte a questa situazioni , un franco confronto in consiglio regionale, la possibile condivisione finale di una strategia, la individuazione di uno strumento adatto ad un coordinamento di emergenza, la decisione su come allargare da subito la platea degli operatori sanitari sul territorio, l’incentivazione agli stessi medici di base per attività connesse all’emergenza e la eventuale stipula di un accordo, sono cose che servono e che non possono essere eluse dal solito atteggiamento di arrogante auto isolamento, che in verità non denota forza ma debolezza estrema. Chi è forte di suo non eme il confronto e non lo elude. Rocco Rosa
SUBITO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO SULL’EMERGENZA COVID
