ROCCO SABATELLA

 

Ci dobbiamo complimentare con Allegri per non aver polemizzato più di tanto al termine della partita per il gol inspiegabilmente annullato a Pianic da Rizzoli, gol che era assolutamente regolare. E il merito va attribuito senza dubbio allo stile della società bianconera che pretende dai suoi tesserati di non creare tensioni e polemiche con dichiarazioni sull’operato della terna arbitrale. E anche Allegri si è adeguato da quando si è seduto sulla panchina bianconera. Ma nel 2012 quando ci fu l’episodio del gol di Muntari non assegnato al Milan, Allegri non si comportò allo stesso modo perché le sue dichiarazioni del post partita si incentrarono solo nel lanciare accuse pesanti alla terna arbitrale. E senza dimenticare il veleno sparso sulla Juve, dopo questo episodio, dalla compagna di Allegri attraverso i social. Adeguandosi al generale comportamento dei dirigenti milanisti con in testa Galliani che andava girando e ancora lo fa adesso con il fermo immagine della palla colpita da Muntari e che aveva superato la linea bianca sul telefonino. Lanciando accuse sia alla terna arbitrale che alla stessa società bianconera fino al punto da provocare la decisa reazione di Antonio Conte molto seccato, per usare un eufemismo, per la caduta di stile del Milan. Abbiamo voluto ricordare questa situazione per rimarcare come lo stesso allenatore, Allegri, abbia avuto, con due episodi molto simili, prima al Milan e poi alla Juve, un comportamento nel dopo partita molto differente. Da spiegare solo con il fatto di trovarsi in una società non avvezza a questi comportamenti che appartengono ad altri ed anche alla circostanza che Allegri è diventato più saggio e più riflessivo da quando è arrivato a Torino. Detto questo, non ci troviamo assolutamente d’accordo con l’analisi di Allegri sui 90 minuti con il Milan quando dice che la sua squadra ha giocato una buona partita. Solo perché ha comandato la partita  per 70 minuti. Tra l’altro situazione molto scontata visto il divario tecnico, anche ampio, che esiste tra i bianconeri e la squadra di Montella che è stata costretta a difendersi anche in 11 uomini per lunghi tratti alla stessa stregua delle squadre di bassa classifica. Omettendo di sottolineare che, nonostante questa supremazia, la Juve ha tirato in porta la miseria di due volte in tutta la partita: nel primo tempo con Dybala e poi al novantacinquesimo con il tiro di Khedira deviato in angolo con un gran balzo da Donnarumma. Onestamente davvero troppo poco per una squadra che può contare su autentici fuoriclasse in attacco e in generale dotata complessivamente di elementi che hanno grande dimestichezza con la porta. Per fare un esempio concreto non esiste che Higuain sia stato messo nella partita di san Siro nelle condizioni di tirare in porta solo una volta nel secondo tempo. Ed anche con l’Udinese il bomber argentino ha avuto pochissime possibilità di fare male al portiere avversario. Storia che si è ripetuta anche nella partita di Champions con il Lione. E non dimenticandosi della scialba prestazione con il Siviglia allo Stadium. Segnale inequivocabile che qualcosa non funziona bene negli schemi di attacco della Juventus se, pur giocando per quasi 70 minuti nella metà campo del Milan, si riesce a tirare solo due volte nello specchio della porta. La verità è che nella trequarti avversaria la Juventus è diventata troppo macchinosa, lenta nella circolazione della palla, con ritmi forse troppo bassi per aggirare le difese avversarie e con un gioco esageratamente orizzontale. Come mancano sulle corsie laterali le sovrapposizioni che creano superiorità numerica e che costringono sia Dani Alves che Alex Sandro a tentare troppe volte le soluzioni personali. E poi abbiamo l’impressione che la Juventus non giochi più come un collettivo collaudato ma si affidi troppo spesso all’idea che prima o poi i suoi fuoriclasse le tolgano le castagne dal fuoco.Come è successo tante volte in queste prime giornate di campionato ed anche nella Champions. Segnalato ancora una volta il problema centrocampo che solo il rientro di Marchisio potrà avviare a soluzione quando avrà acquisito la migliore condizione e detto che nel mercato di gennaio occorrerà prendere un centrocampista di valore, non si può non fare un cenno alle prestazioni assai deludenti di Mandzukic che  appare poco motivato ed anche infastidito per l’arrivo di Higuain che lo ha relegato in panchina. Questo è un problema che deve risolvere la società invitando il giocatore croato al massimo impegno anche se le gerarchie dello scorso anno sono mutate. E sono mutate perché Higuain ha segnato l’anno scorso 36 reti e lui si è fermato ad una decina. Se poi Mandzukic vuole decidere a gennaio di cambiare aria come ha già fatto al Bayern quando è arrivato Lewandoski e all’Atletico Madrid quando è stato acquistato Griezman, Marotta e Paratici hanno il dovere di risolvere il problema cedendo il croato e andando a prendere altri attaccanti di valore che accettino senza problemi anche la possibilità di stare in panchina. Per le carenze che abbiamo segnalato in precedenza, si deve attrezzare da subito Allegri che ha il dovere di fare diventare questa squadra una vera macchina da gol e sfruttare al massimo le potenzialità offensive di cui è dotata la formazione bianconera. Perché, lo diciamo con franchezza, non può essere la Juve di questo inizio di campionato quella immaginata dalla dirigenza per dare l’assalto alla Champions e per continuare a dominare il calcio italiano.