Sulla vicenda dei precari alla regione le responsabilità di questo Governo regionale sono molte e sono gravi. Di queste la più grave in assoluto è la  suddivisione in precari di serie A e precari di Serie D, con un capovolgimento di valori che ha dello straordinario. E’ capitato che tutti i precari storici , oltre cento, che da dodici- quattordici anni lavorano per la regione ad un certo momento sono stati passati a società interinali, realizzando il doppio obiettivo da un lato di scaricare sui fondi europei l’onere per il personale e dall’altro di riaprire, con lo stesso sistema, la porta ad altri precari, diversamente nominati ma che hanno praticamente sostituito nel rapporto di contratto a termine , quelli che precedentemente erano a contratto di collaborazione (cococo).  Una strada estremamente pericolosa perchè toglie diritti a chi ce li aveva, nel senso che con la legge Madia veniva fatto divieto di nuove assunzioni ( se non per esigenze straordinarie e periodi limitatissimi)  e veniva imposto di fare i concorsi con la percentuale del 50 per cento assegnata alla riserva di quelli che avevano appunto un contratto di collaborazione. Ora , quel diritto viene vanificato, non solo ingrandendo surrettiziamente la platea di quelli che comunque possono vantare il rapporto con la Regione, sia pure da precario, ma rimandando sine die i concorsi fino a determinare il paradosso che chi è a tempo determinato viene prorogato e chi non lo è ( cioè quelli che hanno lavorato per dieci anni ed oltre alla regione)  rischia di andarsene con l’espletameneto della nuova gara  di interinali. La richiesta di mettere tutti o da un lato o dall’altra, è il minimo sindacale che si possa fare, anche perchè potrebbe capitare il paradosso che non facendo i concorsi e prorogando il termine della vecchia legge che imponeva di stabilizzare chi era a contratto a termine da tre anni, quelli che sono entrati adesso passano di ruolo e gli altri si vedono privati della possibilità di concorrere per posti che nel frattempo vengono coperti.  C’è materia per una lesione di diritti che deriva da negligenza nell’applicazione della legge Madia. Si bandiscano prima i concorsi in modo da salvaguardare il diritto a parteciparvi, per chi lo ha maturato, e poi si faccia come si crede per chi quel diritto non lo ha.!!!!.Naturalmente i sindacati maggiori, sempre pronti a girarsi di spalle quando debbono difendere qualcuno a danno di altri, fanno come le tre scimmiette, mentre l’USB grida contro vento, visto che nessuno lo ascolta. Proprio perchè veniamo  da una situazione di lungo periodo in cui i diritti della gente sono stati calpestati, oggi si invoca da parte di questo personale il diritto a fare il concorso, così come stabilito dalla legge,  subito e con le forme più stringenti di controllo circa la meritocrazia. Tutte le Regioni si sono mosse in questa maniera, ad eccezione della Regione Basilicata che ha scelto di tenersi alcuni sotto la sua ala protrettrice gettando nel vascone dei privati tutti gli altri. Non chiedono la luna, i precari storici: chiedono solo di non essere trattati come materiale di scarto. Si, a parere mio è una grande, autentica vergogna. r.r.