PIPPO CANCELLIERI
Ho già detto e scritto ampiamente il mio pensiero sulla misura che il Governo sta lanciando e che racconta essere anche questa, una tal grande potenza di fuoco che risolleverà definitivamente il settore delle costruzioni e con esso l’Italia intera.
Non passa TG che non venga raccontata come la possibilità di fare lavori alla propria abitazione intesi al suo efficientamento energetico e sismico, “totalmente” a gratis”!
Centinaia di migliaia tra piccoli e proprietari di abitazioni principali e/o della seconda casa magari al mare, tutte fatte con sommi sacrifici negli anni della speranza, già se le vedono imbacuccate nel cappotto, coi pannelli solari termici e fotovoltaici e soprattutto adeguate all’evento sismico questo troppo spesso ricorrente nella nostra penisola.
Che siano quaranta, cinquanta o sessantamila euro, questi pochi non sono nell’immaginario dell’italiano medio, che persa la speranza di intervenire con risorse proprie per via della crisi che ormai dura da almeno vent’anni e che ha assottigliato e di molto il tesoretto di Bot, Cct e Buoni Postali, già si vede guardare la propria abitazione finalmente rinfrescata anzi che non adeguata alle Norme vigenti, quindi ancora capace di dargli un reddito almeno in risparmio di bollette di luce e gas; magari pure nel caso volesse venderla, già si immagina file di compratori con denaro sonante in mano, pronti a firmare il compromesso per una casa che fino al giorno prima era perfino un pugno negli occhi in chi anche solo occasionalmente vi posava sopra lo sguardo.
Tenetevi forte ora, perché ben prima del prossimo 18cm quando uscirà la conversione del magico decreto, io aprirò la porta della verità sull’argomento!
E mi odierete ora per allora nonostante io non sia al momento, solo che un banditore in funzione di avviso ai naviganti che al suono struggente della orchestrina tipo Titanic, si stanno avviando composti verso le fredde acque dell’Atlantico dopo l’urto terribile contro la montagna di ghiaccio! Il 110%!
Distinguerò da qui in avanti la parte finanziaria da quella autorizzativa, non fosse altro perché quest’ultima, come scoprirete anche al netto del prossimo decreto semplificazione in funzione di novello cancro nazionale e sul quale se vorrete scriverò poi qualcosa, dicevo quest’ultima rappresenta la pietra tombale di un sacello in cui in tantissimi si apprestano a finire.
Inizio allora.
Poniamo che il limite cui il proprietario potrà accedere sia per semplice comodità di rappresentazione pari a centomila euro, cifra tra l’altro che un mese fa troppo allegramente veniva propagandata (stavolta per pudore senza proclami dal balcone) e che ora si sente dire che non arriverà nemmeno alla metà!
Il proprietario perciò avrà un contributo (attenti tale non è) pari addirittura al 110% e cioè centodiecimila euro!
Ora siccome questi centodiecimila euro non sono soldi come quelli dell’indimenticato Zamberletti, ma crediti di imposta detraibili in cinque anni, ditemi voi chi in Italia può anticipare cento sull’unghia per ricevere uno sconto di imposte di ventidue ogni anno per cinque anni?
Il Dirigente della Regione o un alto Funzionario di una Ente parastale o di una grande Azienda privata?
Ma quanti sono in totale? Pochissimi rispetto ai milioni di piccoli fruitori di redditi “umani” che sono la quasi totalità della forza lavoro italiana.
Almeno a questi percettori di redditi oltre i centomila euro anno, all’atto del 730 si troverebbero a dover richiedere per trattenute già prelevate, i sopracitati ventiduemila euro, il ristorno dallo Stato che quando sarà avverrà almeno tre anni dopo!
E l’oscuro “travet” o l’operaio alla catena di montaggio e di più ancora la piccola Partita Iva che al massimo paga di Irpef poche centinaia di euro anno?
Tranquilli il Decretone ha pensato soprattutto a loro!
Basta che cedano il credito di imposta alla Impresa attraverso lo sconto in fattura del centodieci percento!
Elementare, no?
Ma voi avete mai visto una impresa che effettua lavori con soldi propri e che ristorerà in cinque anni pagando ogni anno meno tasse?
Semplice non esiste!
E vi spiego perché.
L’imprenditore per definizione (prego verificare) è colui che per raggiungere lo scopo di Impresa che è il profitto, utilizza risorse proprie o quelle reperite dal mercato del credito.
Allora provate a spiegarvi perché il grande Costruttore, magari di quelli del sacco di tutte le città italiane operato a partire dagli anni cinquanta, non è stato la controparte del mutuo che avete appena finito di pagare, invece della Banca?
Bella domanda vero?
Il Costruttore è un soggetto strano se vogliamo ma in fondo del tutto simile a te che ti volevi fare casa. Sia lui che tu avevate e avete il desiderio di “secolarizzare” i fogli di carta che si chiamano denaro e che tu con mille sacrifici hai portato e porti ogni giorno a casa.
Tu e lui volete farvi casa, con te che per risparmiare al massimo ti sei concesso una pizza fuori porta al mese e lui che dopo lo spider con biondona annessa, cene comprese nei migliori ristoranti della zona, la gran parte dell’utile lo ha investito in nuovi e secolari terreni sui quali reiterare l’operazione che ha appena fatto con te, fare altre case!
Tutto quanto che se si facesse un estratto conto del tuo C/c e del suo questi sarebbero perfino simili!
Qui ci starebbe bene declinare dalla Anidride Solforosa di Roversi/Dalla, la amara “Un’auto targata TO” ma le lacrime che al ricordo mi stanno uscendo mi, rendono scivolose le battute sulla tastiera.
E nel caso di specie l’Imprenditore che fa?
Semplice! Fa quanto ha già fatto con te trenta anni or sono!
Va in Banca con il credito di imposta del 110% che tu gli hai dato a fronte della consegna da parte sua dello sconto in fattura di pari importo!
Ancora più elementare no?
Contento vero?
Ma allora perché venti anni prima quando hai acceso il mutuo a fronte di cento ne hai dovuti restituire quasi trecento?
Inizi a comprendere ora in che nuovo inferno ti stai per cacciare?
Purtroppo per te non è solo un nuovo inferno ma è un inferno al cubo che se vorrai continuare a leggermi ti apparirà chiaro e definito come in un film in Tecnicolor-Cinemascope!
Intano ho appena detto “Inferno al cubo” mentre in realtà è inferno alla quarta!
Vedrai.
