intervista di Leonardo Pisani
Ho definito MaTerre: Mediterraneo, terra ancestrale, ecologia, la libertà, poesia e cinema di versi in cinque episodi in una realtà immersiva. MaTerre è ispirato dalla lirica “La mia bella patria” di Rocco Scotellaro, il sindaco contadino dei braccianti lucani: Io sono un filo d’erba/un filo d’erba che trema. E la mia Patria è dove l’erba trema. Un alito può trapiantare il mio seme lontano.
Girato a Matera nel 2019 da cinque coppie di artisti (un regista e un poeta) arrivati da città dell’Europa Mediterranea e che hanno vissuto tra le suggestioni delle le Chiese Rupestri e del paesaggio materano. MaTerre è uno dei progetti della Fondazione Matera-Basilicata 2019, co-prodotto da Rete Cinema Basilicata e cofinanziato dalla Lucana Film Commission in collaborazione con numerosi partner locali, nazionali ed internazionali.
Ne parliamo con la sua anima, l’ideatore Antonello Faretta, eclettico talento lucano: regista, produttore, sceneggiatore e anche membro della Presidenza nazionale e Presidente regionale di CNA Cinema e Audiovisivo. Un lucano proiettato oltre i confini e che allo stesso tempo è legato alla sua Basilicata, un artista che “vola” tra i richiami delle radici e le suggestioni e le visioni del nuovo cinema digitale.
MaTerre VR Experience non è solo un film ma anche un progetto editoriale diffuso, che ha vede il coinvolgimento di molti intellettuali di discipline diverse (sociologi, linguisti, antropologi, giuristi, filosofi) sul tema dell’identità contemporanea. Un percorso innovativo che ha avuto apprezzamenti internazionali…
MaTerre VR Experience è un progetto crossmediale e crossdisciplinare incubato nel “Cantiere Cinepoetico Euromediterraneo” che abbiamo organizzato a Matera lo scorso anno, una residenza artistica internazionale finalizzata alla produzione di un film partecipato in realtà virtuale frutto del dialogo tra cinema, poesia, performance e paesaggio materano.
Un progetto nato nell’esperienza di Matera 2019, ma finita il lustro di Capitale della Cultura, Matera però può rimanere sempre però una capitale culturale?
Il titolo di “Capitale Europea della Cultura” viene assegnato a quei luoghi in cui si intravvede un potenziale di sviluppo attraverso la cultura. Continuare a crogiolarsi su titoli può apparire effimero dopo un anno tragico per il mondo in cui il Covid ha spazzato via tutto e letteralmente messo in ginocchio tutto il comparto culturale e turistico.
Si sta progettando un nuovo percorso nel cinema lucano, con il rinnovamento ai vertici della Lucana Film Commission. Lei Faretta, oltre che regista è anche un intellettuale e un imprenditore, quindi le dico una mia perplessità: in questi anni non ho assistito a una crescita dell’indotto economico attorno al cinema e neanche una formazione professionale adeguata a una meta di film internazionali. Che ne pensa?
Come dicevo prima, il Covid ha mostrato – come un nervo scoperto – la fragilità di modelli che non possono funzionare in questa società che ci chiama a cambiare soprattutto il paradigma culturale. Vanno ripensati definitivamente i ruoli delle Fondazioni culturali sui territori e bisogna lavorare più di ieri a Sud su coesione sociale, disagio, assenza di dibattito ed emigrazione, che da una regione come la nostra riprenderà più forte di ieri, ahinoi. Le organizzazioni pubbliche culturali devono essere strumenti di sviluppo, congiunzione tra tutti gli attori territoriali e abiti su misura alle esigenze di sviluppo di un territorio fungendo da moltiplicatori di ricchezza e di benessere. Nello specifico, rispondendo alla domanda, direi che le film commission non devono occuparsi di formazione. Propedeuticamente devono censire chi fa cosa nel settore sul territorio, tendere ad incentivare il professionismo e la cultura di impresa e mettere in campo azioni attrattive per le produzioni locali, nazionali ed internazionali per venire a girare da noi. Va dato atto a Matera2019 e al corso uscente della Lucana Film Commission di aver creato una splendida cornice. Oggi è tempo di iniziare a guardare attraverso questa magnifica cornice, aggiungendo contenuto al frame e sperando che sia passata la stagione dello storytelling a beneficio appunto di visione, identità e bisogni di un territorio che, attraverso cinema e cultura, adesso deve tendere a far nascere e crescere una solida e stabile scena. Le premesse ci sono tutte tutte, vedo di buon grado l’apertura di una sede della Scuola Nazionale di Cinema a Matera e spero che il Presidente Bardi tenga conto delle esigenze degli operatori locali e nazionali che ho avuto modo di illustrare alla task force regionale. Abbiamo bisogno di guardare al futuro non più al passato e rimettere a regime tutto il comparto piano piano con sguardo lungo. Anche la Basilicata ha bisogno di una Legge Cinema, di un film fund annuale, di un tavolo permanente di confronto Regione-Imprese-Associazioni di categoria e che venga emendato velocemente l’Albo Regionale dello Spettacolo che a oggi ha dimostrato di essere un giusto abito su misura per le tante associazioni culturali che operano nel settore teatrale ma che continua a tenere gli operatori cinematografici del territorio fuori da ogni beneficio, basti pensare che nell’Osservatorio Regionale sullo Spettacolo non vi è nessuno imprenditore del cinema in rappresentanza del comparto.
So che lei ha due progetti, due lungometraggi che guardano ancora al Mediterraneo e all’innovazione tecnologica e digitale. Mi sbaglio?
Sto lavorando a diversi progetti al momento. Il mio secondo lungometraggio da regista che vede protagonista il Mediterraneo e il suo mito, una coproduzione Italia/Francia/Tunisia/Egitto, il documentario di Gianfranco Giagni sul “diario americano” di suo padre Gian Domenico Giagni, sceneggiatore lucano in cerca di luoghi e personaggi per il film Smog che sto co-producendo con Agnese Fontana, Adriana Bruno e Giovanni Saulini e una nuova sfida in realtà virtuale, la prima opera VR del maestro dell’animazione italiana Leonardo Carrano con la partecipazione straordinaria di Antonio Rezza e Massimo Carrano, che sto producendo con Adriana Bruno. Quest’anno, inoltre, uscirà in uno speciale cofanetto DVD e sulle piattaforme il mio film del 2005 Nine Poems in Basilicata con protagonista il re della spoken word di tutti i tempi, John Giorno anche lui di origini lucane. Subito dopo le feste, infine, inizierò finalmente a Rivello le riprese di un cortometraggio ispirato da un racconto di Raymond Carver.
