Chiusa la seconda edizione del TEDx Potenza. Il 2017 è stato l’anno del ponte: “ponti e passaggi”, infatti, era il tema dell’evento, tenutosi all’Università degli Studi della Basilicata, polo di Macchia Romana, in uno spazio che già di suo è un “ponte”, perchè sospeso in aria, e un “passaggio”, perchè è un atrio che collega il Dipartimento di Agraria con quello di Ingegneria. Un luogo inusuale, come inusuale è la formula TEDx: “idee da condividere” con gli abitanti di una città per ispirarli, far vedere le cose e i problemi della città da un altro angolo di osservazione, far nascere idee nuove. Come? Con un certo numero di relatori (ieri erano nove) che declinano il tema dal loro personale punto di vista, dal loro personale background professionale e culturale.

Così ieri la metafora del ponte (e del passaggio) è stata esplorata in tutti i suoi possibili sensi, reali e metaforici: si è parlato di passaggi nella curvatura spazio tempo di Einstein (con puntate nel cinema di fantascienza) con il sociologo Andrea Bellati, si è parlato di ponti neuronali e modifiche plastiche del nostro cervello quando facciamo qualcosa di nuovo con lo psichiatra Gianluca Mauro, si è parlato di viaggi verso mete sconosciute e del coraggio di uscire dalla zona comfort con Pietro Grassi, Francesco Lence ed Emiliano Ragone, i tre ragazzi lucani che hanno partecipato al Mongol Rally arrivando a Ulan Bator da potenza con una FIAT Panda. Abbiamo ascoltato con Luciano Canova lo strabiliante racconto della posa del primo cavo del telegrafo sottomarino fra Europa e Nuovo Mondo, e delle persone che lo hanno reso possibile. Abbiamo esplorate le vie del giornalismo dei fatti con Matteo Moretti, con il quale abbiamo scoperto che il sogno dei migranti può incontrare il sogno europeo senza alcuna collisione, perchè i numeri dicono cose diverse da quelle sparate (anzi, vomitate) ogni giorno sui social network e purtroppo anche su autorevoli organi di stampa. Abbiamo esplorato con Maurizio Napolitano i passaggi sulle mappe realizzate dai cittadini su piattaforme open: mappe cui chiunque può contribuire, con operazioni di “volontariato” che durante catastrofi naturali possono salvare vite. Abbiamo imparato da Iacopo Melio (Iacopo con la I, non con la J, mi raccomando!) che “se quando guardi un disabile non riesci a vedere una persona, il disabile forse sei tu“, uno speech video intensissimo sui “passaggi di stato” che ha lasciato tutti commossi ma anche divertiti. Infine, il pubblico (numeroso, oltre 140 intervenuti) ha potuto godere di una sorta di rito collettivo con il filosofo – funambolo Andrea Loreni: un rito per rilassarsi, accogliere la gentilezza, scacciare la violenza e vivere una vita in equilibrio su un filo, in pace con sé stessi, nutriti dalla forza del proprio respiro. “La gentilezza può essere un modo di rapportarsi con la vita e perfino con la morte“, parole leggere che hanno lasciato un segno nella testa di molti intervenuti.

Costruire ponti, e passaggi, invece che muri e barriere: un messaggio perfino banale, tornato drammaticamente di attualità, e sul quale l’Associazione Passaggio Ponte, che organizza la manifestazione, ha costruito tutta la sequenza degli interventi. Non avere paura, affrontare le sfide, uscire dalla comfort zone e superare fiumi e burroni. Magari accompagnati da qualcuno, tenendosi per mano, insieme ad altri. Tutti insieme. Il tema certo non è stato casuale:  i soci di Passaggio Ponte sono gli stessi che stanno lavorando per costruire la candidatura del ponte Musmeci a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Una sfida per la città di Potenza, la bruttina stagionata che deve tornare a splendere di luce propria.

Per chi non fosse riuscito ad esserci, prossimamente disponibile, sulla pagina TEDx Potenza, il video integrale dell’evento, andato in streaming.

(le foto del post sono di Rosario Claps Photography)