Protagonisti della serata dell’8 Ottobre: 1. il TED (Technology, Entertainment, Design), un format nato negli Stati Uniti il cui obiettivo è la “diffusione di idee”, attuabile anche in contesti urbani e locali (TEDx), scegliendo un tema di interesse dei cittadini: 2. una proposta per Potenza di un TEDx che avesse come obiettivo finale il rovesciamento di una vulgata comune, per la quale la città è brutta (sgradevole, cementificata, scomoda, etc.), proposta approvata dal board internazionale.
Risultato: il TEDx a Potenza si fa, e il tema è “Beautifully ugly”, meravigliosamente brutta. Obiettivo dichiarato: dimostrare che la bruttezza è negli occhi di chi guarda, che niente è così brutto da non poter esser guardato con gli occhi dell’amore, che anche le cose oggettivamente sgradevoli alla vista hanno un valore in sé. Un nuovo punto di vista per i cittadini di Potenza, una angolazione differente dalla quale guardare al luogo ove si vive.
Il format del TEDx prevede un certo numero di relatori, provenienti da ambiti di conoscenza vari e disparati, che parlino per un tempo massimo di 15 minuti ciascuno, ciascuno declinando a modo suo il tema dato. E’ così che la sera di sabato 8 ottobre 2016 si ritrovano a parlare di bruttezza e bellezza, sul palco del TEDxPotenza, ad esempio, un artista che si è messo in testa di censire tutti gli immobili pubblici mai finiti d’Italia (ospedali, stadi, teatri, centri di aggregazione, autostrade e ponti), trattandoli come opere d’arte contemporanea; due
Se il TEDxPotenza è stata una scommessa vinta, è presto per dirlo. Il parterre era pieno, più di 100 cittadini che hanno sfidato il freddo incombente del primo autunno potentino; la serata si è svolta senza intoppi, davanti all’U-Platz, un luogo parzialmente all’aperto di un quartiere simbolo della sgradevolezza estetica, il Serpentone, con i suoi palazzoni popolari e la sua Nave rossa di cemento armato, a ricordare quanto sottile sia il crinale che separa l’opera d’arte architettonica dall’ecomostro senza senso alcuno ed inviso alla cittadinanza. Durante la serata, è stata lanciata alla città più di una sfida: guardare quegli stesso palazzoni con occhi nuovi; partecipare al progetto di comunità offline ed online della Associazione Gommalacca Teatro per una rinascita del quartiere (utilizzando un modello di coprogettazione dal basso replicabile in ogni quartiere della città); ed infine, sostenere con convinzione la candidatura del ponte dell’ing. Musmeci a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. E’ stata lanciata una idea di futuro, di qualcosa sul quale lavorare per i prossimi due o tre anni; è stato fatto balenare il sogno di una città come si vorrebbe che fosse domani, una città nella quale è stato rinnovato il software, ovvero il sapere locale, senza il quale qualunque hardware strutturale, bello o brutto che sia, è destinato a perire.
Se ci si riuscirà o meno, è obiettivo sfidante lasciato nelle mani, nella testa, nella volontà di riscatto dei cittadini (di TUTTI i cittadini) di Potenza. Al lavoro!
(Credits: la foto di copertina è di Bartolomeo Perrotta)
