Il nome è suggestivo, la banca della terra, un censimento di tutte le terre incolte, quelle demaniali e non , da mettere a disposizione di progetti di sviluppo agricolo di fattura giovanile. Uno strumento che è in linea con tutta la politica di un’agricoltura italiana in mano ai giovani, che non e’ più zappa, vanga e forconi  ma agricoltura moderna, meccanizzata, informatizzata e creativa, di quella che si inventa colture di nicchia come i capperi nelle assolate vallidi stigliano o pomodori invernali nel metapontino. La grande scommessa di questa politica è riportare i giovani alla terra con contributi, mutui trentennali e, adesso, anche terreni da offrirea chi non ne ha.   L’operazione è interessante , sopratuto se accompagnata a dei progetti di filiera e ad una formazione che dica loro che cosa produrre, gli faccia vedere come farlo e ne costituisca il punto di riferimento per la collocazione del prodotto stesso. Il fatto che ognuno si debba improvvisamente in tre figure tre , agricoltore, imprenditore e venditore, mi sembra un pò troppo aanche se si tratat di giovan i incolti. Ma tutto questo lo vedremo in sede di avvio del progetto. oggi è importante questa catalogazione delle terre da mettere disposizione . La pdl d’iniziativa dei Consiglieri Rosa, Leggieri, Miranda Castelgrande e Cifarelli, quest’ultimo nella sua precedente funzione di consigliere regionale si intitola  “Norme per  il rilancio  dell’agricoltura  e  istituzione  della Banca  della  Terra Lucana” e punta dichiaratamente a recuperare l’uso produttivo di aree abbandonate, censendo preliminarmente  tutti i terreni incolti, abbandonati o  sottoutilizzati, sia  pubblici  che  privati  che  possono essere  recuperati all’uso agricolo o selvicolturale. La Banca della Terra lucana, si legge nella relazione, affiancherebbe lo strumento del primo insediamento per incentivare  l’occupazione giovanile e il  ricambio  generazionale,  agevolando  coloro che intendono  costruire il proprio  percorso    professionale  nel   settore   dell’agricoltura attraverso  la concessione  gratuita  o dietro il pagamento di canoni simbolici  dei terreni pubblici, incolti o improduttivi. All’attuazione della proposta di legge, è stato precisato durante la breve discussione che ha preceduto l’approvazione, si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Una misura specifica del PSR.???