Calma e sangue freddo. Non facciamoci ingannare. È passato solo un giorno di test sulla striscia d’asfalto del Montmelò, e non saltiamo a conclusioni affrettate. Da questi primi collaudi abbiamo avuto pochi dati affidabili. E il cronometro, a febbraio, non conta quanto a marzo.
Ci riferiamo alle prestazioni della Ferrari. Sebastian Vettel ha battezzato la SF70H e il risultato – ne siamo sicuri – scalderà le pagine dei quotidiani di oggi. La Rossa ha firmato infatti un secondo tempo in classifica subito dietro la Mercedes W08 (1’21”878 il responso della pista per la squadra italiana: il gap è di 113 millesimi di secondo dalla vetta).
Sulla pista di Barcellona il mese di febbraio non è mai stato una cartina tornasole dei valori in pista in corso di stagione. Questo perché le squadre giocano a carte coperte (per esempio non spingono fino in fondo, caricano più carburante, sperimentano soluzioni diverse). Ecco perché non bisogna farsi emozionare da tempi e risultati che potrebbero valere quanto una carta straccia. Anche in passato il Cavallino ha regalato grandi speranze in test e prove libere, per poi sciogliersi come burro nel Sahara quando doveva concretizzare in gara e qualifica.
I due top team hanno sperimentato soprattutto i long run, cioè si sono concentrati sulle «maratone» dei GP inanellando giri dopo giri e sperimentando il passo gara (il ritmo su lunga distanza). Ulteriore indice del fatto che i giri cronometrati non rappresentano le vere prestazioni delle vetture.
Non altrettanto felici di questa giornata di test sono la Red Bull e la McLaren. Entrambi i team hanno accusato qualche problemuccio coi propri motori: un sensore Renault ha bloccato Daniel Ricciardo dopo quattro giri, mentre Fernando Alonso non ha neanche una tornata all’attivo in mattinata per via di una perdita all’olio. Se poi nel pomeriggio l’australiano dei Bibitari è riuscito a risalire in 5^ posizione, Alonso ha invece chiuso in 10^ piazza dopo 29 tornate e un’entrata in pista soltanto al terzo tentativo (e dopo aver cambiato il motore che stamattina aveva dato problemi).
La Wiliams di Massa invece conferma, col 3° posto in serata e il 4° in mattinata, uno stato di forma interessante. La macchina ha sfondato il muro dei 100 giri nella giornata e ha provato una seconda appendice a T, disposta sotto la prima. Le sperimentazioni aerodinamiche hanno però riguardato anche altri team: la Ferrari, per esempio, ha verniciato la monoposto con alcuni fluidi speciali che servono a valutare lo spostamento dei flussi aerodinamici.
Per il Cavallino possiamo dare un dato che fa gioire: anche sulla Haas non ci sono stati problemi di affidabilità. La squadra americana è l’unica a montare un motore Ferrari in specifica 2017, il che fa ben sperare per la robustezza della Power Unit.
Attendiamo adesso i risultati di domani per provare a capirci qualcosa di più.
