Tra i comuni più osservati della prossima tornata elettorale in Basilicata, c’è sicuramente Tolve, storica roccaforte politica del Vicepresidente della Regione e già senatore della Lega, Pasquale Pepe. Dopo due mandati alla guida del Comune, il leghista lucano ha deciso di passare il testimone al suo più fidato collaboratore, il giovane Renato Martucci, nella speranza di assicurare continuità a un progetto amministrativo che ha segnato l’ultimo decennio del paese.
Sulla carta, un passaggio morbido. Nella realtà, il vento potrebbe cambiare.
Contro il pupillo di Pepe, Renato Martucci, infatti, si è presentata una lista guidata da una donna, mamma, professionista , Delia D’Eugenio, che secondo molti osservatori potrebbe sparigliare le carte e aprire un nuovo capitolo nella politica locale.
L’aria che si respira a Tolve è quella di un paese che non disdegna l’idea di voltare pagina. La candidatura della D’Eugenio (costruita su una squadra composta da cittadini indipendentii e radicati nel territorio  ) rappresenta una proposta alternativa a questa richiesta di rinnovamento.
La lista Martucci, pur evitando di esporre il simbolo ufficiale della Lega, è chiaramente riconducibile al partito di Matteo Salvini, di cui Pepe è uno degli esponenti più rappresentativi nel Mezzogiorno. Ma oggi, rispetto a qualche anno fa, il contesto è cambiato: il partito che nel 2019 sfiorava il 37% a livello nazionale, oggi fatica a superare il 9%. E anche a livello locale, quella che un tempo sembrava una corazzata, ora appare meno granitica.
Tolve non è la Padania, e non è nemmeno la patria ideale per rilanciare epiche narrazioni su Alberto da Giussano.
Eppure, da questo piccolo centro della provincia di Potenza potrebbe partire un segnale forte, persino simbolico: quello di una comunità che non si riconosce più in certe dinamiche di potere e che (senza rumore) sceglie un’alternativa.
Va detto , per la verità,che Pasquale Pepe gode ancora di un seguito personale importante e il suo ruolo di vicepresidente regionale gli conferisce un peso negoziale non trascurabile.
La sua è oggettivamente una posizione di forza.
Ma proprio per questo, un’eventuale battuta d’arresto a Tolve sarebbe un segnale politico tutt’altro che marginale per la Lega in Basilicata.
Il fermento c’è, e lo dimostra la determinazione con cui la lista D’Eugenio ha preso forma: un progetto nato dal basso, da professionisti, giovani e cittadini impegnati, che hanno deciso di mettersi in gioco perché legati a questo territorio.
Non resta che vedere se i tolvesi decideranno di premiare una proposta diversa, segno di un cambiamento che (forse ) anche nella tranquilla Tolve ha cominciato a bussare.