DI PIERO RAGONE
Incart, Inclusiv day, MusIncart uno sciogli lingua coniato a Pignola, giunto alla sua 4^ edizione. E’ una iniziativa articolata, promossa dalle associazioni Worl Net e Associazione Musicale Santa Maria Maggiore, con la convinta adesione dell’amministrazione comunale. Una serie di appuntamenti centrati sull’inclusione, sull’arte e sulla partecipazione. Voluta da giovani, ma rivolta a tutti, di ogni fascia di età e di ogni provenienza, anche internazionale. Sono programmi Erasmus a carattere europeo, ma anche manifestazioni rodate come il tradizionale Festival Mondiale del Folklore. Tutto è cominciato il 12 luglio e si svilupperà fino al 30, con ulteriori appuntamenti. Con l’estemporanea di pittura tra le vie del borgo, sono stati organizzati laboratori creativi per bambini, culminati con la giornata dell’ “Inclusive Day”, un evento simbolico dedicato alla valorizzazione della disabilità come risorsa e opportunità, con la presenza di associazioni, testimonianze e specifici interventi artistici. Il 13 si è inaugurato l’evento principale, Incart25 intitolato alla “Bellezza, tra figurativo e informale”. La mostra di arte contemporanea, curata dal direttore artistico Dino Ventura, in concorso con la galleria Idearte di Grazia Lo Re, ha chiamato a raccolta 35 pittori e 3 scultori.
Non solo i lucani Michele Barbaro, Massimo Chianese, Salvatore Comminiello, Silvio Di Giovanni, Maria Ditaranto, Irene Grieco, Donato Larotonda, Gaetano Ligrani, Pierluigi Lomonaco, Luigi Marchese, Sante Muro, Luigi Sinisgalli, Giovanni Spinazzola, Dino Ventura, Antonio Daraio, Piero Ragone e Claudio Rosa, ma diversi artisti operanti a Ferrara, Cesena, Lecco, Venezia, Brindisi, Napoli, Padova, Bologna, Modena, Forlì, Bari, e anche Giappone e Francia. Un ricco repertorio di linguaggi differenti, tecniche ed espressioni, raggruppate nelle recuperate sale dello storico contenitore che ne esalta stile e interpretazioni. Un confronto fluido di visioni e creazioni che hanno incontrato una favorevole accoglienza di un nutrito e attento pubblico. L’apertura della mostra è stata preceduta dall’introduzione del curatore Dino Ventura e dal contributo portato da Pier Paolo Albano e Donato Corleto di World Net, da Emanuela Perito dell’associazione Musicale Santa Maria Maggiore e dal sindaco di Pignola Antonio De Luca. Sul profilo di questa aggregazione artistica selezionata da Ventura, (anche lui pittore), hanno suggerito qualche chiave di lettura Francesco Cosenza, poeta e giornalista e Enzo Fierro promotore culturale e responsabile del sito online Come@potenza. La valorizzazione di palazzo Gaeta – con le sue cariatidi, il portale, la scala monumentale ornata di sculture in pietra, gli archi e le pareti riportate a nudo – è stata più volte menzionata come speciale contenitore culturale, idoneo a presentare contenuti ed opere il cui livello ne risulta altrettanto magnificato. E da questa singolare simbiosi non è difficile ammettere quanto l’arte, anche quella contemporanea, si fa storia, memoria e testimonianza. La sua storicizzazione eterna l’opera dell’uomo, sopravvivendo ai suoi stessi autori. E allora se l’arte interroga, rompe, provoca, denuncia, sposta, stupisce è anche in grado di unire, coinvolgere, comunicare, interagire, rimuovere, celebrare, anticipare, perché no Includere. E se gli viene dato spazio e visibilità potrebbe contribuire, non solo con la bellezza, a cambiare o addirittura salvare il mondo.
L’arte è creativa e generativa. E’un dono, una dote. Una espressione personale che diventa condivisa, collettiva e che mette in relazione. Appunto una relatività che può essere azione. Quindi rel-azione. Sembra un gioco di parole. Ma come diceva l’amico e compianto Gerardo Cosenza: “Nulla è più serio del gioco”. E anche quando l’arte non è stata riconosciuta – o si è cercato di attribuirle una funzione che non voleva avere – non ha mai rinunciato alla prerogativa di avvicinarsi al sacro, tendere al divino, aspirare alla sublimazione. Si è fatta storia e continua a far parlare. Persone e luoghi. Papa Francesco, nel suo illuminato ministero, ha voluto pubblicare uno specifico volume “La mia idea di arte”. Chiarendo che l’arte può e deve essere un linguaggio accessibile, capace di commuovere e scuotere, ma anche guarire, ricucire, elevare e consolare. E essere in grado di raccontare con autenticità e coraggio le sfide del nostro tempo. L’arte, secondo il pontefice, può diventare cura dello spirito e della ragione. Non solo caratura estetica, ma un modo per rendere più bello e interessante il mondo naturale e psichico. Avere la capacità di rettificare gli errori e gli orrori, di aprirsi al dialogo e di essere capace di trasformazione sociale e fin’anche evangelizzazione.
Con queste colte e profonde considerazioni non vorrei condizionare o appesantire la fruizione di questa mostra. Più che mettere in difficoltà qualcuno, spero di aver offerto qualche spunto che possa integrare la visione e intervenire nel silente dialogo che si crea con l’opera. Sia essa dipinta e arricchita dalle suggestioni del colore o semplicemente scolpita e levigata nella materia. Sono parte in causa, per aver aderito a questo progetto. Ma un’ultima cosa la vorrei poter dire. Credo che l’artista debba sentirsi ed essere libero di incontrare il suo sentimento e la sua immaginazione. Spero che lo faccia in consapevolezza e con la responsabilità di una restituzione che non è e non può essere neutra. Bisogna scegliere da che parte stare.
A prescindere dalle doti e dalla capacità tecnica e realizzativa. Le opere di Incart25 saranno esposte fino al 30 luglio nelle sale del seicentesco palazzo Gaeta, nella centrale piazza Risorgimento di Pignola, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 di tutti i giorni. Per ogni quadro e scultura degli artisti partecipanti elencati nella locandina-invito, a corredo delle opere, si potranno leggere titolo, tecnica e datazione. Per gli approfondimenti dei singoli profili e biografie basta inquadrare col cellulare l’apposito qr code. Oppure cercare nel web quanto già pubblicato su autori e manifestazione.