Questa classe politica regionale ha gli occhi bassi e guarda il dito anzichè la luna. Maggioranza e minoranza si affannano a accreditarsi o a contestare i risultati dell’accordo con la Total, e non si accorgono che ,più che strappare qualche centesimo in più al barile, c’è una questione grande come una casa che stanno ignorando e che riguarda gli incassi dello Stato sulle estrazioni e il trasferimento di queste risorse al Nord tramite il meccanismo della spesa storica. Chi sa fare i conti ,sa che in questo ventennio lo Stato ha incassato miliardi dal sottosuolo lucano e a nessuno è venuto in testa di rivendicare la restituzione di parte di questi soldi in infrastrutture ed investimenti.  Così che ci accontentiamo o ci accapigliamo sulle briciole del ristoro ambientale , tralasciando la vera Vertenza lucana che è di rispetto per un territorio che oltre a produrre una risorsa per il paese produce anche profitti per il Governo. Più volte abbiamo sottolineati i guasti di un malinteso regionalismo, con la classe politica di governo regionale che si è rinchiusa dentro le mura di casa  propria, accontentandosi di maneggiare i soldi a disposizione e dimenticandosi di rivendicare quelli che le spettavano da una ripartizione appena appena più equa. Da anni i Governatori meridionali si sono comportati come vicini di casa che non si parlano, ognuno geloso della propria autonomia e ognuno incapace di progettare qualcosa insieme agli altri. Così che l’alta capacità  Napoli- Bari si è spostata a nord della Basilicata, tagliando fuori una regione che geograficamente era passaggio obbligato e la Potenza- Bari non riesce a decollare perchè non c’è un minimo di intesa tra le due regioni. Chi predica il ritorno ad uno stato centralizzato incomincia a raccogliere consensi. I lucani sono stanchi di queste marionette fra chi governa e chi fa opposizione. Vorrebbero che entrambi alzassero il livello del confronto per affrontare i grandi temi di sviluppo di questa regione. E’ sbagliato ad esempio distribuire la ricchezza della risorsa gas in contentini a famiglie. Sono cose che non funzionano di fronte alle necessità impellenti di lavoro e di occupazione che la basilicata  avverte: meglio investire tutto nelle aree industriali, per avere una attrattività maggiore sotto forme di convenienze allocative. Così come è sbagliato rimandare una discussione sulle vere priorità infrastrutturali, evitando di presentare opzioni concordate da tutto il Consiglio regionale. Una di queste è l’opzione dell’ammodernamento della tratta Metaponto –Battipaglia, con l’eliminazione delle pendenze , un miglioramento delle curvature, la sostituzione del materiale ferroviario e l’introduzione di sistemi tecnologici di gestione e controllo del traffico. Fosse avvenuta questa rapina di risorse nel Veneto avremmo avuto le barricate in nome dell’autonomia . Da noi in vece tutto scorre, abituati a sopportare tutto, in nome di un fatalismo e di una debolezza immunitaria che sta diventando il vero tratto distintivo di questa comunità. Rocco Rosa