Il treno di Renzi non si è dimostrato una buona idea , perché ha sta creando un corto circuito sulla sua stessa persona, con la classe dirigente sotto la pensilina ad aspettarlo tutta interessata , la gente comune che diserta l’avvenimento e i contrari che organizzano giovani e meno giovani ad una puntuale contestazione alla stazione. Che poi questo sarebbe ininfluente se almeno il messaggio di Renzi potesse arrivare oltre la corte di sicurezza garantita dagli organizzatori, i quali, come ai tempi delle vacche di Fanfani , lo portano a vedere le cose che funzionano e non quelle che non vanno. Avesse fatto questo tour per organizzare una assemblea in ogni città di provincia per capire cosa ne pensa la base del partito, avrebbe speso meglio i suoi soldi e il suo tempo. Per un segretario che ha fatto tutto di testa sua e che può rivendicare orgogliosamente di aver rimesso in piedi il Paese, dandogli una sicura prospettiva di sviluppo, puntando su meno lacci alle imprese, sull’incentivazione all’innovazione e ricerca, sullo sviluppo dell’agricoltura e del sistema turistico-culturale, non c’è bisogno di andare casa per casa a spiegarlo: gli basta organizzare due o tre comizi tematici e rivendicare i risultati oltre che spiegare la sua idea di futuro, che è la vera questione capace di interessare,motivare e mobilitare la gente. Tra l’altro , questo giro italiano sta ottenendo il solo risultato di far capire che la base vera se ne sta a casa, aspettando segnali importanti su che cosa rappresenti il partito, quale territorio di sinistra vuole arare, quali valori vanno coltivati. Perché un conto è liquidare la nomenclatura di sinistra che ormai aveva personalizzato le rivendicazioni vestendole di falsi problemi; un conto è chiudere la pratica del do ut des che ha vergognosamente percorso questi anni ( ti voto questo se….) un conto è invece lasciare a quei leader che si volevanoo rottamare la bandiera di un territorio politico di centrosinistra. Ormai è tardi per parlare di coalizione, ma almeno stendere un programma di una possibile alleanza futura, chi ci sta ci sta, potrebbe servire a delineare il campo di combattimento e a smuovere la gente cui è stata inculcata, capziosamente o no, l’idea che stringi stringi arriveremo a Berlusconi. Rocco Rosa
IL TRENO DI RENZI E LE VACCHE DI FANFANI
