Un computer di nuovissima generazione, da ritirare per conto del nipote, ordinato su internet al 50% di sconto. Pagamento allo scarico. Ottimo affare.
Un ottimo affare davvero se non fosse stato per il fatto che, del computer, nella confezione in consegna, non ci fosse neanche l’ombra. Tutto però era stato perfettamente studiato. Financo la bolla di accompagnamento e il numero d’ordine coincidenti con nome, cognome e indirizzo del giovane nipote per cui si chiedeva al nonno il ritiro.
Quale nonno non corre in soccorso al nipote?
Sarà stata questa la motivazione che ha spinto i due truffatori arrestati nella giornata di ieri dalla Squadra Mobile della Questura di Matera e dai Carabinieri della Compagnia di Tricarico e del nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Matera, a ideare la truffa della falsa consegna.
Studiata nei minimi dettagli e messa in campo da due napoletani, Umberto Evangelista, classe 1988 e Giovanni Marino, classe 1961, la truffa è stata operata a danno di molti anziani residenti a Matera, Grassano, Oliveto Lucano, Salandra e Garaguso. Proprio a Garaguso, le forze dell’ordine che già erano sulle tracce dei due napoletani, hanno potuto operare l’arresto, grazie alla denuncia di una delle vittime prescelte. Un’anziana signora del posto, di 75 anni a cui, telefonicamente, uno dei due malfattori, facendosi passare per il nipote, aveva anticipato la consegna del computer ordinato chiedendo di pagare la relativa fattura di 3500€.
L’anziana signora, insospettitasi dal tenore della telefonata e della richiesta di denaro, ha chiamato i carabinieri che hanno arrestando i due truffatori con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di truffe, tentate e consumate nei confronti di anziani ultrasettantenni. Giovanni Marino che ha precedenti per associazione a delinquere e Umberto Evangelista per truffa, sono stati trasferiti nel carcere di Napoli.
I particolari dell’operazione giudiziaria sono stati illustrati in mattinata nel corso di una conferenza stampa nella sala riunioni della Procura della Repubblica di Matera dal Procuratore di Matera, Pietro Argentino, affiancato dal vice questore della Polizia di Stato, Fulvio Manco e dal capitano della Compagnia dei Carabinieri di Tricarico, Antonio De Rosa.
Qualche giorno fa, la truffa, era andata a segno a Salandra. Anche in quella circostanza le modalità sono state le stesse. Dopo la telefonata del nipote che avvertiva la nonna della consegna del computer, alla porta dell’anziana signora di Salandra, si è presentato un uomo di corporatura robusta con occhiali da sole e cappellino con visiera, che si qualificava come corriere incaricato dalla società di vendita, di consegnare un pacco contenente un computer.
A fronte della consegna il pagamento di 3500 euro contanti.
Una volta aperto il pacco, però, l’amara scoperta. Al posto del computer due pacchi di riso Vignola.
Il corriere, secondo quando dichiarato dalla signora truffata e da alcuni testimoni ascoltati dalla locale stazione dei Carabinieri a cui si è rivolta l’anziana donna dopo essersi resa conto del raggiro, aveva raggiunto l’abitazione con un Renault Kangoo targato CB 336 Dx, nella disponibilità di Giuseppe Marino, anche lui arrestato dalle forze dell’ordine.
Durante le perquisizioni, nell’abitazione di uno dei due arrestati, sono stati ritrovati gli scontrini relativi all’acquisto del riso Vignola rilasciati da un supermercato di Torre Maggiore in provincia di Foggia. Zona nella quale, si presume, siano state messe a segno altre truffe da parte dei soggetti arrestati.
Le forze dell’ordine sono sulle tracce di un quarto uomo che fungeva da palo durante le consegne dei pacchi e del complice che telefonava fingendosi il nipote delle vittime prescelte. Telefonate partite da cellulari con schede telefoniche intestate ad extracomunitari sconosciuti al CED
Complessivamente le truffe hanno fruttato alla banda del riso, circa 8 mila euro. In particolare nell’ultima truffa consumata a Matera i malviventi avevano preso di mira una signora di 82 anni impossibilitata alla deambulazione.
Giuseppe Digilio
