di FEDERICO ROSA 

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 2024, tenutesi il 5 novembre, sono state le 60e elezioni presidenziali della storia degli Stati Uniti. Donald Trump è risultato il vincitore e presterà giuramento come 47º presidente degli Stati Uniti al Campidoglio di Washington il 20 gennaio 2025.

Tutto il mondo ha seguito con il fiato sospeso la lunga maratona tra Kamala Harris e Donald Trump. Per settimane i sondaggi hanno mostrato l’ex presidente e la candidata democratica Kamala Harris in un testa a testa serrato, ma mercoledì Trump si è assicurato la vittoria. Il leader repubblicano ha vinto nettamente: ha conquistato tutti gli Stati cruciali – gli swing states – considerati in bilico, del Sud e del Midwest.

È stato un esito schiacciante.  Harris ha perso e non ha perso in uno Stato, o in una sola fascia demografica: ha fatto peggio di Biden in ogni singola contea degli Stati Uniti. Come nel 2016, Trump ha riconquistato il cosiddetto blue wall (muro blu, formato da Pennsylvania, Michigan e Wisconsin) in un duello serrato con Kamala Harris, che subisce una delle più clamorose sconfitte dei democratici da lungo tempo. La Pennsylvania era considerata una vittoria obbligata per la campagna di Harris, ma ci si aspettava una gara combattuta. Il ritorno ai repubblicani della Georgia e la vittoria in North Carolina ne sono un segno evidente: la candidata democratica aveva puntato molto su entrambi gli stati, cercando di fare leva nel primo sulla vasta comunità afroamericana e nel secondo sulle contestazioni interne per la scelta di Mark Robinson come candidato governatore. Argomenti probabilmente passati in secondo piano rispetto ai danni causati dall’uragano Helene negli scorsi mesi, che ha spianato la strada verso il dominio del sudest tanto auspicato da Trump in campagna elettorale.

Secondo Ap VoteCast, un sondaggio condotto su oltre 120mila elettori, i cittadini neri e latini sono stati meno propensi a sostenere Harris rispetto a Biden nelle elezioni del 2020.

Trump ha vinto in particolare la contea di Miami-Dade in Florida, dove circa il 68 per cento degli elettori sono latini. La contea era in precedenza una roccaforte democratica.

Il sondaggio Ap VoteCast ha anche rilevato che Trump ha ottenuto risultati migliori tra igiovani elettori rispetto alle elezioni del 2020.

«Abbiamo fatto la storia, è la più grande vittoria politica di tutti i tempi. Rimetteremo a posto il Paese, aggiusteremo i confini. E faremo l’America di nuovo grande». Nel suo discorso della vittoria Trump ha citato Elon Musk, definendolo un “supergenio” e ringraziandolo per il suo sostegno. Ha promesso che combatterà «tutti i giorni per gli americani fino all’ultimo respiro» e «sarà l’età dell’oro dell’America», e ha fatto un riferimento alla situazione internazionale: «Dicono che inizierò delle guerre, ma non lo farò, vi metterò fine». Trump ha ribadito che manterrà le promesse, a cominciare dal taglio delle tasse e dalla riduzione del debito federale Usa. “Il compito che ci attende non sarà facile – ha aggiunto – ma metterò ogni grammo di energia, spirito e determinazione per portare a termine il lavoro che mi avete affidato”.  

Messaggi di congratulazioni sono giunti a Donald Trump da tutto il mondo. “Siamo pronti a lavorare insieme come abbiamo saputo fare per quattro anni. Per più pace e prosperità”, ha scritto il presidente francese, Emmanuel Macron. Dal canto suo, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha definito la vittoria di Trump “il più grande ritorno della storia”. Dalla premier italiana, Giorgia Meloni, il messaggio della volontà di proseguire la collaborazione in quella che ha definito “un’alleanza incrollabile, con valori comuni e una storica amicizia” Non è mancato anche il messaggio del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che si è congratulato con Trump per la sua “impressionante vittoria”, augurandosi che da presidente Usa “aiuterà l’Ucraina ad ottenere una pace giusta”.