L’accordo (siglato tra Agcom, Conferenza delle Regioni e assemblee legislative regionali) è importante non perchè mette 3 milioni sul tavolo ma perchè per la primna volta amplia le competenze deio comitati regionali sull’uso dei media e sul cyberbullismo che finora non avevano trovato rispostre istituzionali all’altezza. Sono prevalsi esmepi positivi fatti dfa alcune regioni e che hanno convinto l’autorità di Garanzia delle comunicazioni a spostare decisamente il peso dell’attività sul versante nuovo della protezione dell’utenza minorile .
“La parte più innovativa  riguarda proprio l’attenzione all’attività di sorveglianza e monitoraggio dei minori nell’uso dei nuovi media. Ben il 10% degli studenti interpellati,. in una ricerca della Regione Liguria-  ha sostenuto di essere stato infastidito su internet, di aver avuto un contatto, un approccio con adulti, mettendo anche in luce come non ci siano da parte dei genitori un’adeguata conoscenza e una diffusa consapevolezza di fenomeni come la pedofilia nella rete o il cyberbullismo.  Ed è chiaro che mettere a disposizione dei Corecom database di questo genere può rappresentare una leva ulteriore per l’attività concreta che si dovrà svolgere.
Molto positiva anche la sperimentazione di una piattaforma Web per la gestione delle controversie fra utenti e gestori delle reti di comunicazione elettronica che Agcom si è impegnata da rilasciare ai Corecom. Un sistema di gestione online che progressivamente – ha concluso l’assessore ligure – dovrebbe semplificare l’attività dei Comitati Regionali della Comunicazioni e abbreviare i tempi per i cittadini che fanno ricorso alle procedure di conciliazione”.A parere del Presidente corecom di basilicata, Giuditta Lamorte, l’ accordo quadro “è il risultato di un anno di lavoro duro e intenso, nel corso del quale si è raccolta l’esperienza di lavoro dei Comitati e si è realizzato un quadro organico sia dal punto di vista normativo che del conferimento delle deleghe, al fine di affrontare le sfide che arrivano dal mondo della comunicazione e dei media”.
Così-dice- i Corecom avranno un ruolo sempre più incisivo  sul versante dell’attenzione ai problemi dei giovani, sulla valorizzazione delle lingue minoritarie, sulla pluralità e la qualità dell’informazione, dove quella digitale si è ritagliata un posto rilevante che ha quindi la necessità di essere monitorata.