Quella mezza folle idea di spaccare parte della destra e di lavorare per un centro che raccogliesse parti di Forza Italia, alcuni ex leghisti e altri gruppuscoli di centro fino a diventare un terzo polo in grado di dettare le regole in una qualunque coalizione di destra o di sinistra, è stata mandata in soffitta dall’intervento drastico su Potenza della Casellati, che ha richiamato tutti al rispetto delle alleanze storiche in cambio di mani libere nel partito e nelle istituzioni al gruppo Viceconte, Cupparo, Taddei, così sancendo la chiusura definitiva del capitolo Moles. Raccontano che Marcello Pirttella ci è rimasto male, perché senza quell’apporto è difficile mettere insieme un pacchetto che possa candidarsi ad essere l’ago della bilancia, magari sfruttando in una coalizione il suo essere prima lista, cosa che per questa scellerata legge, targata Pd, gli consentiva di aggiudicarsi i resti di tutte le altre liste che vi concorrono, per la parte che non raggiunge il quoziente pieno. E non è solo questa brutta notizia ad aver reso grigia la giornata dell’ex Governatore regionale: L’altra è che al centro le manovre continuano e non vanno in una direzione univoca, segno che anche in questa partita regionale si scontano vendette , rese dei conti e lotte fratricide. Notizia di fonte credibilissima è che il gruppo dei renziani si appresterebbe a saltare il Rubicone , portando alla risicata maggioranza di Bardi i voti che gli servono per fare questo benedetto, invocato cambiamento della Giunta con la certezza di poter parare i contraccolpi derivanti da eventuali ulteriori mal di pancia nella maggioranza. In questa manovra il più risoluto sembra essere il consigliere Polese, mentre Braia e molti esponenti del partito, peraltro rimasti perplessi dopo le nomine di alcuni incarichi in Italia Viva fatte senza un minimo di consultazione della dirigenza territoriale, procedono con maggiore ponderazione e con più di qualche diffidenza verso l’esito di questa conversione. La manovra è ormai chiara: legittimarsi come forza di maggioranza, in coerenza con quel famoso voto che ha consentito a Bardi di non andare a casa, ma soprattutto chiudere la porta all’amico-nemico Pittella che finora, appunto, giocava sulla possibilità di dare le carte per una sua eventuale entrata in una delle due coalizione. Secondo questo disegno , la via obbligata per i Pittelliani sarebbe quel famoso campo largo che Speranza va cercando col lanternino, ma questo porrebbe in difficoltà lo stesso segretario di Azione Pessolano, per il quale una alleanza con i cinque stelle provocherebbe un mal di pancia alla gran parte degli elettori di Calenda. Mentre a Roma si lavora, da un lato per consolidare l’alleanza di centrodestra, dall’altro per mettere insieme i leader dispersi del centrosinistra, qui si procede in ordine sparso, ognuno cercando la posizione più favorevole per lo sprint finale , che è quello di arrivare a sedere o a ri-sedere individualmente sulle poltrone di viale Verrastro. Una confusione e una mancanza di chiarezza che sta legittimando sempre di più l’entrata in campo di liste civiche,alcune in grado di inserirsi con autorevolezza nel gioco politico delle alleanze, come dimostra il corteggiatissimo imprenditore di Senise, Chiorazzo, il cui solo accenno ad una possibile lista ha creato le condizioni per un fiorente pellegrinaggio verso la cittadina sinnica Rocco Rosa
TUTTI AL CENTRO A BALLARE LA QUADRIGLIA
