Anche se c’è ancora un margine di possibilità legata alla vastissima area del non voto, ma che non si sa come convincere a cambiare idea, sono in molti a scommettere che l’esito elettorale determinerà uno stallo completo, in cui nessuna soluzione è praticabile: non un accordo tra Cinque stelle e Lega, non un accordo tra Pd e Forza Italia . Rimarrebbe un Governo del Presidente, sempre che trovi i numeri, per andare a rivotare dopo aver rispettato le scadenze europee. Chi oggi , come fa il presidente Grasso, in una claudicante intervista con la Annunziata, dice che bisogna ripartire dalle macerie, evita di analizzare chi quelle macerie le ha procurate e di spiegare, per la parte che gli compete, la strada da fare dove arrivare. Che si chiamino Renzi, o Bersani o Speranza , questo risultato disastroso di vedere un misero 22% da un lato e un ininfluente 7% ( una vera mortificazione per una base incolpevole), dall’altro, è frutto di una visione della politica muscolare e individualistica che mette davanti la gestione del potere e dietro tutto il resto, o meglio tutto quel che resta di una democrazia dei partiti che è irrimediabilmente in crisi. Il dramma è che di tutto questo non si parla e , come successe per la fine ingloriosa della Dc, si procede tranquilli e sicuri verso il declino . Ora, ammesso che non si riesca a fare un Governo, e che si debba andare a rivotare, mi sa dire qualcuno di questi personaggi come affrontare una nuova consultazione? mettendo in crisi Renzi e finendo col far collassare il Pd, esattamente come è successo per lo scudo crociato, i cui principali esponenti sono fuggiti come topi verso altre zattere in qualunque direzione andassero? Oppure, facendo, Renzi e Berlusconi, un partito della Nazione che si presenta come agglomerato di tutto quello che c’è al centro, magari rinnovato negli uomini e nei vertici?. Quale che sia la soluzione, il Centro sinistra è morto, e chi oggi strumentalmente ne vede ancora il futuro , o mente oppure non capisce niente. E quale che sia la soluzione, i partiti torneranno a fare quello che facevano, a gestire il potere a fare lotte personali, a pretendere e barattare sotto banco, a fottere prima gli amici e poi gli avversari. Cioè a tenere in piedi questa pseudo democrazia , senza regole, dove chi vince si piglia tutto e chi perde cerca la vendetta. Ecco perché da mesi e mesi c’è chi sostiene che bisogna ripartire dalla regole, dalla costituzione, dai partiti, dal modo di declinare la democrazia e le relazioni con l’elettorato . Legge sui partiti, primarie regolamentate, obbligo di dimettersi dalle cariche in caso di cambio di casacca, congressi obbligatori alla scadenza: siamo tornati ad essere una società primitiva nei comportamenti al punto che bisogna partire dal regolare l’abc della convivenza democratica.Rocco Rosa