ROCCO SABATELLA

Finalmente Vangone e Vertolomo sono fuori dal Potenza. L’atto conclusivo di questa lunga telenovela si è consumato oggi all’ora di pranzo quando i due dirigenti campani e il gruppo Dionisio sono andati dal notaio salernitano Califano per la stesura dell’atto notarile ufficiale che sancisce, a tutti gli effetti, la cessione della proprietà della società rossoblù. Per fortuna non ci sono stati tentennamenti o altre assurde richieste da parte di Vangone per cui oggi è tutto filato liscio. Anche se quello che era successo nei giorni scorsi aveva fatto temere il peggio ai tifosi del Potenza. Che ormai non credevano più o erano alquanto scettici sulla conclusione positiva della lunga trattativa. Chiuso questo capitalo che ha richiesto molta pazienza e tanti incontri per venire a capo della resistenza di Vangone, adesso comincia la   fase due dell’opera di Nicola Dionisio e dei suoi amici. Che consiste nel portare il Potenza alla conservazione della categoria. Senza la quale i nuovi proprietari del Potenza che sono Antonio Napolitano con l’80 per cento, Giulio Miele e Rocco Messina con un 10 per cento a testa, rischiano un flop di proporzioni gigantesche. E questo alla luce dell’ennesima sconfitta esterna del Potenza maturata sul campo dell’Anzio che, contestualmente ad altri risultati sfavorevoli arrivati dagli altri campi, si trova relegato al sest’ultimo posto della graduatoria. Dalla quale è urgente e vitale allontanarsi al più presto. Mancano 10 giornate alla fine del campionato  nelle quali i rossoblù dovranno giocare cinque volte in casa ed altrettante in trasferta. Al Viviani dovranno giocare l’Herculaneum, il Ciampino, il Bisceglie, il Picerno e il Gravina. In trasferta la squadra di Biagioni dovrà rendere visita all’Agropoli, al Madrepietra Daunia, alla Vultur Rionero, al Nardò e nell’ultima giornata, prevista il 7 maggio prossimo, alla Gelbison. Il dato preoccupante che emerge dalla battuta di arresto di Anzio e che questa squadra non riesce a trovare una continuità di rendimento e di risultati. La vittoria con buona prestazione al Viviani contro la Nocerina, è stata vanificata contro l’Anzio. Per la verità non mancano le attenuanti per giustificare questa sconfitta in terra laziale. Ma il Potenza se la deve prendere principalmente con se stesso visto che l’approccio alla gara è stato buono e l’equilibrio è durato esattamente 24 minuti, fino al momento in cui i rossoblù sono rimasti in 10 per l’espulsione diretta di Guarino, reo di aver colpito un avversario con una gomitata. Che ha costretto Biagioni a fare subito il cambio per assestare il pacchetto difensivo con Manetta che ha preso il posto di Todino. Non è facile giocare in inferiorità numerica e l’Anzio ha approfittato della situazione esercitando una certa supremazia territoriale. Il patatrac nel secondo tempo quando l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore all’Anzio per un fallo di Potrone su Silvagni, rigore trasformato da Artistico che ha messo in discesa la partita per la sua squadra. E sul rigore sono state forti le proteste del Potenza che asseriva che il fallo era avvenuto fuori area. Il Potenza ha avuto una reazione rabbiosa ed ha sfiorato in due circostanze il pareggio. Ma per ben due volte le punizioni di Pepe sono andate ad incocciare la traversa. Davvero una giornata sfortunata per il giocatore lucano. E qui è finita in pratica la partita perché l’Anzionbon ha rischiato e ha operato prevalentemente con le ripartenze. E nell’ultima, in fase di recupero, ha messo al sicuro i tre punti con il Potenza tra l’altro ridotto in nove per un’altra espulsione. Quella del giovane Potrone per doppio giallo. Visto che la situazione di classifica si è fatta delicata, è necessaria a questo punto una netta inversione di tendenza per non correre seri rischi. Per questo toccherà a Biagioni rendersi conto che almeno in trasferta bisogna lasciare da parte il fioretto, inteso come modulo alquanto spregiudicato e pensare a qualche disposizione tattica molto più prudente per riuscire a strappare punti in trasferta. Si convinca il tecnico romano che non sarebbe scandaloso che il  Potenza vada in trasferta con la necessità di stringere le maglie difensive ed assicurare maggiore compattezza alla squadra. Le continue sconfitte lontano dal Viviani possono creare contraccolpi psicologici pericolosi per raggiungere l’obiettivo della salvezza. E intanto domenica prossima il Potenza dovrà affrontare l’Herculaneum al Viviani senza pubblico per la squalifica del campo. Un’ ulteriore tegola che non aiuta in questo momento. Anche se il Potenza è ormai abituato a giocare senza il supporto dei tifosi. I quali, con l’ufficialità del passaggio della proprietà, proprio per questa gara con i campani avrebbero deciso il loro rientro sugli spalti del Viviani.