L’apertura del ponte sul fiume Basento è stata salutata dai potentini come uno dei fatti più importanti di questa consiliatura, anche se il progetto è nato con la precedente Amministrazione e si è dovuto fermare per due anni proprio per poter accogliere le indicazioni dell’autorità di bacino che aveva aumentato il calcolo storico delle portate fino a cinquecento anni. La cosa ha comportato un innalzamento della volta e varie opere di ancoraggio , con un effetto finale che è alquanto apprezzabile,  Queste considerazioni smentiscono l’allarme circolato su facebook circa il non rispetto della legge che storicamente è interpretata come possibilità di realizzare opere nei bacini fluviali a determinate condizioni di sicurezza e garanzia. Se così non fosse, tutta la zona di Gallitello non avrebbe dovuto vedere neanche una baracca. Questo giusto per rassicurare i cittadini sulla utilizzabilità dell’opera.  Quanto al favore dei potentini per questa realizzazione, non c’è commento più importante e significativo di quello che il mio amico Domenico Friolo, scrittore e poeta lucano che vive in Germania, ma è sempre attento a quello che succede a Potenza e in Basilicata mi ha inviato:
Caro Direttore, il tuo invito rivoltomi a dare voce ad eventi del passato, a quando insieme ad esempio andavamo al fiume nerlle afose giornate di agosto , mi allieta, ma oggi vado al presente. In quanto anche nel presente, ci sono fatti che succedono ed emozionano, come in passato. Mi ha emozionato vedere il Basento, sistemato. Le sue rive, divenute pulite, ordinate, con una stradina che accompagna il corso delle acque, che si presenta con una certa limpidezza, con cascatelle spumeggianti, creando accoglienza e  serenità. La città, con i suoi palazzoni incombenti, non appare, perchè velata fortunatamente  da una grande alberatura che costeggia, assecondandolo, il cammino del fiume. Il tratto fluviale che percorre la città sembra estraneo anche alla zona industriale e a quello che di brutto ci ricorda, con il suo passato carico di inquinamento e di incuria. Con affetto, ricordo chi ha voluto con forza questo cambiamento, coloro che hanno avuto volontà ferrea per riuscire nel progetto del parco fluviale, a dispetto dei tanti, che davano come utopostico il progetto di risanamento del tratto fluviale. C’è finalmente in città un posto dove passeggiare a piedi o in bicicletta  ed è sperabile che il percorso venga completato ad anello in modo da realizzare un vero circuito. Domenico Friolo
 le foto sono di Nicola Figliuolo