L’;accoglienza nella “Casa di Riposo” di Melfi del sacerdote Michele Cariati. L’occasione porterà ad un’istituzione per religiosi anziani e privi di famiglia.
di Franco Cacciatore
Don Dante Casorelli è stato il sacerdote che a Melfi ha operato intensamente. Dall’istituzione del movimento scoutistico nel lontano 1946 alla fondazione scout a Monticchio negli anni 2000, ad una mostra “Croce del Vulture” a livello nazionale, alla realizzazione di una Via Crucis che si snoda verso la chiesa-convento dei Cappuccini, da lui ridata al culto dopo il crollo a causa del sisma del 1930, la conservazione dei beni della chiesa in un museo diocesano, di impegno sociale con i movimenti per il ritorno del vescovo o per l’autonomia della zona e soprattutto un ricovero per gli anziani della città, per il quale ha speso una vita. Fra le cose a lui più care, e che spesso ripeteva, la permanenza di Don Michele Cariati nell’allora ospizio, istituito per gli anziani poveri. Prima di dir questo è necessario annotare che Cariati era un sacerdote quanto mai chiacchierato a Melfi. Era divenuto prete non per vocazione ma perché la famiglia di un ceto abbastanza elevato aveva deciso, come spesso avveniva, che indossasse l’abito talare. Per lui una vera costrizione. La sua condotta, specialmente per la sua epoca quanto mai scandalosa. Non disdegnava di frequentare le cantine, da dove ne usciva abbondantemente ubriaco, o peggio la casa squillo. Spesso era stato privato dal vescovo della confessione o dir Messa. Ma erano provvedimenti inutili per Don Michele Cariati, che continuava a svolgere la sua vita nel modo più irregolare possibile, tutt’altro che da religioso. Ebbene un bel giorno Cariati, oramai anziano, fa valigia e si presenta alla Casa di Riposo. A riceverlo è Don Dante, che gli chiede cosa volesse. E Don Michele: “Essere alloggiato qui, da te”. La risposta, che è impossibile poiché la struttura non è tale da accogliere un sacerdote. Non l’avesse mai detto! Don Michele prende di peso la valigia e con quanto forza ha la sbatte per terra e poi urla: “Questa è la vostra misericordia. Voi sapete solo parlare”. Don Dante resta esterrefatto, confuso e umiliato. Ha ricevuto da Don Michele una lezione terribile! Così accoglie Cariati, cercando di sistemarlo alla meglio. In questa sua permanenza Don Michele si rinnova e diviene un sacerdote vero, mostrando in pieno tutto il suo essere di persona dalla spiccata intelligenza e cultura. Alla sua morte si troverà una raccolta di poesie in vernacolo, “A calata de sole”. Versi meravigliosi fra cui spiccano quelli dedicati ai genitori e quadretti stupendi di vita cittadina d’un tempo, alcuni da lui realmente vissuti, come gli incontri nella cantina. L’episodio Cariati farà nascere in Don Dante l’idea di istituire una Casa per il Clero, destinata ai sacerdoti anziani o privi di famiglia.
Nelle immagini. L’;unica quasi impercettibile foto ritrovata di Don Michele Cariati e quella di Don Dante. La pubblicazione “A calata de sole”. La poesia ai genitori e altra della “pubblicità” di un tempo con il banditore.