La citazione di Pasolini su Matera: “ Qui ho trovato il sole, il sole vero. Il sole ferocemente antico” non vale per tutti i materani. Questo “sole ferocemente antico” è misconosciuto dalle nuove generazioni materane e lucane.Questo sole “pasoliniano” simbolo di vita, di rinnovamento e di risurrezione non ha mai riguardato ed è stato sempre “ricusato” dalle ragazze e i dai ragazzi materani e lucani.Questo sole “patrigno” ha falcidiato le migliori intelligenze, i migliori talenti e i migliori cervelli. Qualche tempo fa l’indagine Education First ci aggiornava sul record negativo della Basilicata con la minore padronanza della lingua inglese in Italia.In questa realtà sociale, disarmata e disarmante, per rifarci al neo Papa Leone XIV, il bisogno di un serio processo di integrazione con le tante realtà europee di eccellenza non è stato mai avvertito nonostante le splendide progettualità e i successi formativi posti in essere da Antonino Imbesi e dal suo Euronet e da tante stupende start up di successo materane.Nonostante i miei settant’anni inoltrati e una lunga attività “pubblicistica” ultraquarantennale volevo catturare ingenuamente l’attenzione dei materani proponendo attraverso i social, in forma impropria e “inconsueta” per l‘intero 2024, un gemellaggio con la città estone di Tartu, “Capitale Europea della Cultura 2024”. Nutrivo la ferma volontà e una grandissima fiducia nella Fondazione Matera 2019, nel Comune di Matera e nell’UNIBAS.Facevo leva sul loro tasso di sensibilità, come dono di vita, alla Sigmund Freud, e sulla loro capacità di empatia e di comprensione verso gli altri …dopo le belle esperienze progettuali di spessore e di sostanza del 2019.Avevo coinvolto, a tal proposito, in particolare, anche l’amico assessore materano Giuseppe Di Gilio.Tutto ignorato…tutto evaporato.Il gemellaggio con Tartu, città universitaria cosmopolita del Nord Europa avrebbe potuto costruire quel legame simbolico e quelle strette relazioni politiche, culturali ed economiche foriere di vere aperture a nuovi orizzonti sconosciuti alla maggioranza dei materani e dei lucani . Mi ero candidamente illuso, nonostante la mia matura età, di arricchire l’Università di Tartu con tanti “altri” ricercatori lucani.Per la cronaca, cari amici, con un figlio ricercatore dell’Università di Tartu, vorrei aggiornarvi che Tartu non è solo un polo cosmopolita universitario, ma è la seconda città, dopo Tallin, più importante della Repubblica dell’Estonia.Tartu, lo ripeto, ancora una volta, è stata la “Capitale Europea della Cultura 2024”.Tartu è la vecchia Dorpat dove insegnò il nostro grande giornalista, mai dimenticato, Indro Montanelli.E’ stato il “mio” esilio più felice come ebbe a definirlo il nostro Montanelli in un’intervista televisiva Rai.L’Estonia un Paese con una lingua incomprensibile e allo stesso tempo dolcissima scorre veloce nello scivolo delle doppie vocali: Italia si dice Itaalia…un suono fluido e bello che dà l’impressione di parlare di un’Italia più grande, più solenne e più imponente.Una targa, in suo onore, dell’11 Marzo 2013, collocata nella Sala Biblioteca dell’Università di Tartu, oggi fruita da un gran numero di professori e studenti, ricorda la sua presenza e la sua attività di docente di letteratura italiana .L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra l’Ambasciata italiana e la Fondazione Montanelli/Bassi, su proposta delDirettore Osce, Prof. Riccardo Migliori.Particolare curioso le lezioni di Montanelli erano seguitissime da una moltitudine di studenti con una strana “variabile” …la maggioranza di essi dopo qualche minuto preferiva uscirsene… per protestare vibratamente non contro il docente, ma, contro il regime fascista che rappresentava.Vorrei completare l’informativa “estone” ragguagliando l’opinione pubblica materana e lucana che la estone Kaja Kallas è l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza.La Kallas si è laureata in Giurisprudenza nel lontano 1999, ironia della sorte, presso l’Università di Tartu ed è stata Primo Ministro, grazie al sostegno dei socialdemocratici e del Partito “Estonia 2000”.Ha maturato diverse e prestigiose onorificenze.Con questa lunga premessa e con queste pregresse e significative esperienze maturate nel passato che hanno legato l’Italia e l’Estonia mi è dispiaciuto moltissimo constatare che ha vinto la Matera lucana fiacca, indolente, insensibile, indifferente e abulica.E’ sicuramente un grave peccato, un vero rammarico non aver potuto coltivare il sogno di un gemellaggio con una città del profondo Nord Europa.Tale gemellaggio, lo rimarchiamo, avrebbe significato: Sviluppare relazioni, politiche, economiche, sociali e culturali con una realtà sconosciuta alla nostra regione e al nostro Mezzogiorno;-Sviluppare crescita reciproca e promozione di una maggiore consapevolezza interculturale;-Sviluppare lo scambio di conoscenze e di best practices;-Sviluppare il potenziamento e il rafforzamento della cooperazione tra la comunità lucana e quella estone,-Sviluppare l’integrazione europea…oggi terribilmente in crisi.La “quieta rassegnazione” tipico “prodotto sociale doc” della Basilicata si è impossessata pure della Matera post Capitale europea .Quieta rassegnazione che ha appiattito in questi ultimi anni la società e le istituzioni lucane e materane sprofondandole nell’anonimato e svuotandole di democrazia e di partecipazione.Le dimissioni del Sindaco di Matera procurate con atto notarile e il sommovimento politico conseguente creato dalle varie candidature “offshore” per il rinnovo del Consiglio Comunale ne sono la plastica dimostrazione e la raccapricciante conferma.Il “senso” del Vicinato, tanto presente nei Sassi, come forziere della tradizione e della bella accoglienza, è stato sempre più ignorato e si è sfaldato definitivamente in questi ultimi anni. Ha avuto il sopravvento una forsennata e insensata economia del turismo “mordi e fuggi” che ha condizionato enormemente le classi marginali e periferiche.Manca a Matera da decenni la “Cultura del Buon Esempio”.Gli Egoismi e i perfidi individualismi che abbiamo individuato con le diverse metafore e i determinati messaggi per mezzo di tante varietà e e selvaggiamente consolidati nel pianeta della “politica politicante” materana.Avevamo sperato dal profondo del cuore, illudendoci, sulla “ Matera Capitale della Cultura Europea 2019” sulla “Potenza Capitale italiana dei Giovani 2024” e su questo “presunto” gemellaggio con “ Tartu Capitale Europea della Cultura 2024” di creare concrete possibilità occupazionali giovanili.Queste classi dirigenti e queste classi politiche, regionali e comunali, che non sotante tipologie di uccelli: “Falchi, colombe, piccioni viaggiatori e uccelli paduli” si sono malvagiamenteno mai riuscite a fermare la fuga dei cervelli, dei talenti e di tanto capitale umano…hanno perso anche questa ennesima e bella occasione.A questi politici lucani, maestri del piccolo cabotaggio, diciamo che vivere in contraddizione con la propria ragione, come sostiene Tolstoj, è la morale più intollerabile e più insopportabile.L’uomo ragionevole si adatta al mondo e alle situazioni, l’irragionevole politico lucano insiste nel cercare di adattare il mondo e le situazioni a sé. Del resto aver denunciato per “secoli” l’assenza totale di meritocrazia non ha mai posto in essere un serio processo di discontinuità. La protezione politica ha avuto la meglio sul merito e… il nostro tempo del “dolore” si è trasformato in “sfiducia” e in una perenne “angoscia”, senza ritorno, …con uno stadio finale, non più reversibile.