Leonardo Pisani
Mai misi mano all’aratro in vita mia,
senza che ci si mettesse di mezzo qualcuno
e mi trascinasse via a un ballo o a un picnic.
Finii coi miei quaranta acri;
finii con un violino spezzato –
e una risata rauca e migliaia di ricordi,
e nemmeno un rimpianto.
Chissà se il violista Jones di Edgar Lee Master, diventato poi flautista nella raffinata trasposizione musicale di Fabrizio De Andrè, avrebbe mai pensato che quel suo inno alla libertà, alla voglia di vivere con al musica e senza rimpianto un giorno da un qualunque Spoon River di quale unte acro di terra sarebbe diventato un inno condiviso da tutti, nel mondo come tale deve essere considerata la Giornata Mondiale del Jazz. Ebbene sì , il jazz non è solo una musica colta e raffinata, è una musica di Libertà; un inno musicato alla libertà…
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Così cantava Fabrizio De Andrè ne “Il suonatore Jones” perché il jazz nasce dalla rottura delle oppressioni, nasce nelle piantagioni di cotone dove gli schiavi africani hanno imparato a suonare e a sognare con la musica. Il jazz nasce dalla fusone di cento culture, di cento repertori, di cento etnie: tutte uguali, tutte importanti, tutte degne di attenzione. E hanno convissuto assieme. Non è musica dirompente, anzi è musica di riflessione, di armonie varie.
Ma gli studenti, anzi i giovani musicisti – i veri protagonisti – come hanno vissuto la preparazione a questa esperienza? ce lo spiega Donato Telesca, rappresentante di istituto al Liceo Musicale: “Nasce con noi la speranza, siamo i giovani della speranza, i giovani che scappano da cosa sarà il futuro e che fanno di tutto per aggiustare il proprio presente, siamo i giovani della musica, che usano tutti i linguaggi possibili per poter esprimere, comunicare, chiedere qualcosa ad un mondo che troppe poche volte li ascolta. Ecco l’importanza di questi percorsi formativi mirati ad i nuovi linguaggi musicali; ci siamo accorti finalmente dopo anni di oscurantismo, che l’innovazione del linguaggio, in particolare quello musicale e lo studio di quest’ultimo mirano alla formazione di una nuova generazioni di artisti che riescano davvero a possedere ogni tipo di linguaggio, eliminando ogni tipo di barriera che possa esistere. Ecco la fondamentale importanza di questi percorsi, oltre ad insegnarci cos’è la musica, ci fa capire cosa significa eliminare le frontiere, culturali, stilistiche, politiche che siano, cosa che non tutti hanno la possibilità di poter capire”.
Ecco il programma la scaletta che la “Gropius orchestra” (Studenti, docenti del Liceo e docenti ospiti) eseguirà
- Gropius mambo (Arr.Izzi-Freno)
“Ensemble Incontro”(Docenti del Liceo e docenti ospiti)
- I love you (Cole Porter)
- All of me (Gerald Marks)
- Blue Monk (TheloniusMonk)
- Chega de saudade (Vinícius de Moraes -Antônio Carlos Jobim)
- Caravan (Duke Ellington)
- Don’texplaine (Billie Holiday)
- Straight no Chaser (TheloniusMonk)
- Maramao perché sei morto (Mario Consiglio – Mario Panzeri)
“Gropius orchestra”
- Chamaleon (Herbie Hancock)
- Jam Session finale
“Gropius orchestra” (Studenti, docenti del Liceo e docenti ospiti)
- Studenti e docenti del Liceo di LMI
- Alex Sabina Sax tenore
- Giuseppe Romaniello Sax tenore
- Pino Melfi Tromba
“Ensemble Incontro” (Docenti del Liceo e docenti ospiti)
- Donatello Giambersio Piano-
- Luciano Brancati Batteria-
- Bruno Pace Contrabbasso/Basso el.
- Ornella Fusco Sassofono
- Antonio Pace Trombone
- Stefano Annese Tromba
