MICHELE PETRUZZO

Il Natale si avvicina e la politica italiana sembra essere alle prese con il “totonomi” per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Come spesso accade, la discussione si è aperta con qualche mese di anticipo; anche questa volta è trapelato qualche nome, che ha sollecitato la pubblica opinione e ha fatto un po’ di rumore. Tuttavia, non solo per questo, il prossimo sarà un Natale diverso per la politica italiana, per vari motivi: perché si viene da una lunga fase di stallo dovuta alla pandemia; ma anche perché c’è un governo che gode di un’ampia maggioranza parlamentare. La scelta del futuro Presidente della Repubblica rappresenta un passaggio chiave, da cui dipenderanno inevitabilmente anche altri discorsi e risvolti politici. Nel frattempo, tuttavia, qualcuno prova già a guardare oltre.

La politica italiana, però, in questo momento è chiamata ad un grande sforzo; o forse sarebbe meglio utilizzare il termine “responsabilità”; quella verso gli italiani, che attendono di ripartire, dopo una fase complicatissima, tanto a livello economico quanto a livello sociale. Non sono pochi quelli che hanno promesso una rinascita del Paese dalle proprie ceneri. Spesso, sulla scia della retorica, qualcuno ha infatti ipotizzato futuri scenari rosei, paragonando quella che sarà la ripresa post-Covid ad altre situazioni di rinascita e ricostruzione del passato. Il rischio che si corre in questo genere di previsioni è quello di non rispettare poi le aspettative create. Perché le belle parole e i buoni propositi sono fini a se stessi se non trovano poi applicazione pratica. Abbiamo sentito ripetere per mesi che la parentesi emergenziale avrebbe comportato uno sforzo comune da parte delle diverse e variegate forze politiche per “il bene del Paese”. È il momento di verificare se questa unione d’intenti stia funzionando e producendo i suoi frutti; altrimenti saremmo punto e a capo e sarebbe anche complicato comprendere il senso reale di maggioranze parlamentari così ampie!