Per adesso ogni giorno ha la sua pena. Si pensa a fare debiti per fronteggiare la situazione e la gara tra maggioranza e opposizione è a chi offre di più: 50 miliardi non bastano, ce ne vogliono cento, e così via. Che ci sia in giro quello spirito patriottico invocato da Mattarella, è fortemente inverosimile. Se c’è, porta la mascherina ed è irriconoscibile. Strumentalizzazione politica e voglia di dire sempre l’ultima parola si mischiano a residui ideologici che in tempi di dopoguerra o dopo terremoto, perchè di questo si tratta, segnano solo la distanza tra chi governa e chi è governato. Non solo non ci sono patrioti, ma non esiste neanche la consapevolezza che in tempi come questi bisogna alzare lo sguardo, addrizzare la schiena e comportarsi in maniera più decente e sobria.  Eppure tutti sanno che da questa tempesta si esce con una cura da cavallo, facendo  le cose che bisogna fare e sporcandosi le mani all’occorrenza. Il Mes è un fondo nel quale l’Italia ha messo qualcosa come 13 miliardi . Ce ne possono per tre volte e senza vincoli particolari, eppure c’è un gruppo di parlamentari che alza le barricate in nome di chissà quale trabocchetto nascosto. Sarebbe più semplice andare a vedere le carte, anziché farsi prendere dal furore ideologico. Stessa cosa tra chi fino ad ieri ha invocato il corona bond e quando si è trattato di votare una mozione del parlamento europeo per caldeggiarla, hanno votato contro, mettendo avanti gli interessi di partito rispetto a quelli dell’Italia. prima la Lega, poi gli italiani. Ma il bello deve ancora venire. Quando si tratterà di mettersi a tavolino per capire come possiamo pagare i nostri debiti, anche se in 30 o quarant’anni. bisognerà affrontare alcune questioni spinose che da sempre hanno diviso il parlamento italiano, quali, ad esempio il rientro dei capitali dall’estero, il condono edilizio e altri strumenti eccezionali. A me, come a tanti cittadini fa specie, che ladri ed evasori vengano sottratti alla punizione del fisco e della legge penale  e magari vengano aiutati a riportare i soldi in Italia ,anche con vantaggi fiscali. Ma stiamo parlando di almeno 130 miliardi che servirebbero ad abbassare il debito pubblico, ove questi soldi venissero dirottati verso l’acquisto di titoli dello Stato o di fondi comuni. Tra l’altro viviamo una situazione mondiale nella quale i soldi non sono al sicuro da nessuna parte e c’è una convenienza a portarli lì dove ci si muove più agevolmente. Saranno soldi sporchi come la coscienza di chi li ha sottratti alla comunità, ma oggi quei soldi servono e fare battaglie valoriali significa non avere la capacità di guidare un Paese in tempo di guerra. La stessa cosa per il condono edilizio di milioni di abitazioni che ancora oggi non sono iscritti al catasto ed essendo abusive non pagano i servizi comuni né, l’Imu delle troppe seconde case. Continuiamo , in nome della moralità, a mantenerli in una situazione di stallo nella quale né si abbattono né si portano a reddito.. Ecco allora il quesito generale che un cittadino si pone: siamo usciti dal dopoguerra perché c’è gente che ha saputo fare scelte coraggiose, anche quella di andare col cappello in mano in America ad invocare rispetto. Oggi siamo senza generali e con uomini che si arrabattano a sfruttare questo o quell’errore per conquistare qualche voto in più. Rocco Rosa