Per usare una metafora calcistica, che non è il meglio dell’eleganza linguistica ma che serve a dare una idea, Renzi non può sperare di fare insieme l’allenatore ed il giocatore, magari mettendosi alle spalle del centravanti con l’intento di fornirgli le palle. Gentiloni oggi è il suo asso nella manica e deve fargli fare la sua partita che è quella di rappresentare il centrosinistra ed il Pd e di portare a casa il risultato. Farlo giocare da solo significa addossargli una responsabilità ed uno scopo, all’esito del quale c’è una prospettiva di rilancio dello schieramento al quale il Premier ha dichiarato fedeltà. Se non gli si attribuisce chiaramente questa missione salvifica, dandogli ufficialmente la fascia di capitano, il Pd rischia di non superare, come partito, i cinque stelle, e a quel punto dovrà giocare i play off nella piazzetta sotto il Quirinale, mentre Gentiloni si defila ai piani superiori. Già le raccomandazioni che il capo dello Stato ha fatto al Presidente del Consiglio, di non esporsi tanto, pur manifestando la sua vicinanza al centrosinistra, suonano come un tentativo di tenerselo buono e fresco per la partita del dopo voto. Non un invito al disimpegno, ma un modo elegante per dire di non bruciare la sua leadership in un confronto aspro e violento. Ognuno gioca le sue carte ed il Quirinale è giustamente preoccupato del dopo voto, soprattutto se esso porta con sé uno scenario di ingovernabilità. Ma proprio per questo Renzi non può commettere l’errore di lasciare Gentiloni in ombra o al più di tenerselo come bandierina da sventolare in televisione, ma deve mettere in cascina tutto il valore aggiunto di una personalità che piace agli italiani perché trasmette affidabilità e sicurezza, buon senso e pacatezza, stile e concretezza. Non dargli il vessillo del pd e dirgli di combattere per tutti sarebbe l’apertura della crisi definitiva del Pd, con gli esponenti del partito pronti a chiedergli conto del perché abbia perso anche l’ultima occasione per vincere. E’ evidente che gli altri partiti faranno pressione perché Gentiloni tenga una posizione superpartes , ma tutti capiscono che è una richiesta di comodo, perché il premier oggi rappresenta il Ppaese ma è espressione di un partito che lo ha scelto e lo ha indicato. E anche questa è segno di coerenza e di affidabilità. Se si vuole portare avanti il discorso di forza tranquilla, c’è una sola faccia capace di esprimerlo ed è il premier in carica. Lo si lasci giocare con l’impegno a salvare insieme il PD e il Paese. La tattica? In tv più Gentiloni e meno Renzi. Il campionato si vince così. Rocco Rosa