ROCCO SABATELLA
Avevamo titolato il pezzo della presentazione della gara con il Benevento “contro i più forti senza timore”. Considerato che il favore dei pronostici era tutto dalla parte dei sanniti e che la squadra di Lerda non avrebbe avuto nulla da perdere, ci saremmo aspettato un Potenza con più coraggio e anche più sfrontato per tenere testa a questa corazzata e fare anche una partita propositiva. Invece i lucani, sin dal calcio di inizio sono stati schiacciati nella propria metà campo dal Benevento che ha subito iniziato un pressing continuo e molto alto per andare subito al recupero del pallone e per non fare uscire la squadra di Lerda dalla propria metà campo. E con la qualità del palleggio e delle giocate hanno cominciato a creare occasioni su occasioni. Tra l’altro il tecnico Andreoletti per la prima volta ha messo in campo una formazione diversa dalle precedenti in cui, più che su elementi dotati di tecnica pura ma poco inclini alla corsa, ha privilegiato giocatori giovani che avevano più capacità di corsa ma anche discreta tecnica individuale. Infatti Masciangelo, Capellini, Karic, Talia, Pastina e Bolsius sono stati mandati in campo tutti insieme perché più adatti a dare velocità alla manovra e a fare pressing alto. E bisogna dire che il compito loro assegnato dall’allenatore è stato svolto alla perfezione. Soprattutto nel corso del primo tempo. Infatti, dopo appena sei minuti, Ferrante ha cominciato a testare le capacità di Gasparini con un colpo di testa appena dentro l’area grande che il portiere rossoblù ha respinto a fatica. E’ stato un quarto d’ora di dominio assoluto del Benevento con Sbraga e compagni impegnati più che altro a difendersi. In questo lasso duna sola volta il Potenza ha superato la metà campo con Volpe che è arrivato al limite e si è fatto rimpallare il cross. Poi è ancora Ferrante a sfiorare l’incrocio con un colpo di testa, a seguire una doppia parata di Gasparini prima su un cross di Masciangelo e poi sul tiro a volo di Improta e tre minuti dopo la mezzora è arrivato il Fortunoso del Benevento. Sul tiro di Masciangelo che sarebbe andato a finire tra le braccia di Gasparini, è arrivata la sfortunata deviazione di Armini nella sua porta. Il Potenza ha reagito e per la prima volta è andato al tiro con Candellori che il portiere Paleari ha respinto. Candellori ha ripreso il pallone ma è stato atterato proprio al limite e in posizione centrale. Per una punizione da non più di 17 metri dalla porta, ideale per lo specialista Di Grazia che però ha colpito la folta barriera. L’intervallo è servito a Lerda per invitare la sua squadra a cambiare atteggiamento e a scrollarsi di dosso il timore. Dentro Rossetti e Hadziosmanovic per Di Grazia e Volpe e il Potenza si è fatto più intraprendente. Il Benevento non ha fatto più pressing e si è fatto più prudente decidendo di affidarsi alle ripartenze. Dopo una conclusione di Saporiti che ha impegnato Paleari, è stato strepitoso Gasparini a togliere dalla Porta un colpo di testa ravvicinato di Ferrante. Poi altri tentativi sull’uno e sull’altro fronte. In particolare un tiro sull’esterno della rete di Asencio, davvero impalpabile, uno di Hadziosmanovic alto, un altro di Armini parato. E tante sostituzioni in entrambi gli schieramenti. Per i padroni di casa spazio all’esperienza con Ciano, Kubica, Ciciretti e El Kaouakibi mentre nel Potenza entrano Steffè e Gagliano per tentare gli ultimi assalti. Tutto il Benevento si rintana nella sua metà campo e si affida al contropiede dei giocatori entrati e più freschi. Sbraga si becca il giallo e, diffidato salterà domenica prossima la gara interna con il Catania. Dopo una clamorosa palla gol sprecata incredibilmente da Agazzi , le battute finali vedono il Potenza tutto in avanti ma senza risultati concreti. Il Benevento resiste bene e con i tre punti raggiunge l’Avellino al secondo posto. Per il Potenza un passo indietro sul piano della personalità e del coraggio nella deludente gestione dei primi quarantacinque minuti di gioco o per meglio dire di non gioco. Alla quale hanno contribuito anche i meriti degli avversari oltre ai demeriti di Caturano e compagni. Quando si affronta una super squadra come il Benevento, l’unica cosa che non si deve fare è difendersi a oltranza perché prima o poi il gol lo becchi. E alla fine ti resta il rammarico di non averci provato. Non ci hanno convinto le scelte iniziali di Lerda di confermare la stessa squadra che aveva battuto il Sorrento. Hadziosmanovic, Rossetti, Monaco avrebbero fose meritato di giocare dall’inizio perché più riposati rispetto a quelli che avevano giocato tre giorni prima. Crediamo anche che sia giunto al capolinea anche l’esperimento di Di Grazia come trequartista. Di sicuro rende meglio da attaccante. Meglio, in ogni caso, un centrocampista di ruolo che assicura maggiore equilibrio alla squadra piuttosto che un attaccante travestito da centrocampista offensivo. Domenica prossima arriva il Catania, altro cliente pericoloso nonostante il momento negativo che attraversa. Per ottenere il successo, ci vorrà un Potenza completamente diverso da quello visto ieri sera.
