La quarta commissione (Politica sociale) del Consiglio regionale della Basilicata, presieduta da Massimo Zullino (Lega), ha licenziato alla unanimità la proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Sileo e Aliandro (Lega) su; Disposizioni in materia di assistenza sanitaria. In merito è stato audito l’assessore alla salute, Rocco Leone che si è detto favorevole alla legge.
La legge si prefigge l’obiettivo di migliorare e garantire la continuità assistenziale a livello territoriale, nell’interesse primario della salvaguardia del diritto, costituzionalmente garantito, di
salute del cittadino, con l’impegno di assicurare il supporto nei confronti di tutti coloro i quali versano in condizioni di fragilità, non autosufficienza e difficoltà economica. Allo stesso tempo si persegue l’obiettivo del contenimento della spesa nella Pubblica Amministrazione, in particolare di quella sanitaria. La “regionalizzazione” del Servizio Sanitario comporta la razionalizzazione dello stesso attraverso la riduzione dei posti letto e degenze brevi, pertanto è necessario potenziare i servizi territoriali e l’assistenza domiciliare, al fine di far fronte ai problemi di salute legati all’invecchiamento della popolazione e alla diffusione di cronicità e al dilagare della pandemia dovuta al contagio da Covid-19. Uno strumento molto utile, introdotto dai protocolli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), riguarda l’istituzione degli “Infermieri di famiglia e di comunità” e di ambulatori da essi condotti, entrambi strumenti che possono essere ritenuti fondamentali per il futuro dell’assistenza sul territorio, migliorando l’appropriatezza delle
prestazioni e abbattendo i costi. Tale indicazione è stata già recepita e adottata in diversi Stati, tra cui anche l’Italia, a fronte della chiusura di molti piccoli presidi ospedalieri.
L’infermiere di famiglia è un infermiere che si occupa di assistenza in collaborazione con il medico
di famiglia. Questa nuova figura infermieristica avrà il compito di assistere malati cronici ma anche malati in fase acuta che non richiedono cure praticabili solamente in ospedale: basti pensare ad epidemie influenzali, a persone dimesse dall’ospedale ma che necessitano di medicazioni o trattamenti farmacologici, a pazienti che praticano dialisi peritoneale, alle neo mamme alle prese con allattamento e svezzamento.
Al malato sarà quindi consentito di essere assistito dall’infermiere direttamente presso il proprio
domicilio, con la prospettiva di contribuire a ridurre gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere, nonché le riammissioni, operando insieme al medico di famiglia come filtro per quegli eventi patologici gestibili con successo o, addirittura, con maggiore efficacia a livello domiciliare.
Gli ambulatori infermieristici producono anch’essi la riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni, del numero e della durata dei ricoveri ospedalieri, delle richieste di intervento, degli accessi in Pronto Soccorso e delle riammissioni ospedaliere. Costituiscono, inoltre, un punto di riferimento concreto per la popolazione bisognosa di informazioni, sicurezze ed una risposta sanitaria adeguata. Negli ambulatori condotti dagli infermieri previste gratuitamente numerose prestazioni, dalle medicazioni alle terapie farmacologiche, dall’elettrocardiogramma ai prelievi, dalla misurazione e monitoraggio dei parametri vitali alla misurazione della glicemia, colesterolemia, eccetera; fornita una corretta informazione sull’uso dei farmaci e una consulenza circa la prevenzione, la cura e la riabilitazione per tutto quanto concerne le prestazioni di competenza. Previsti inoltre corsi di formazione rivolti ai familiari impegnati nell’assistenza domiciliare dei propri congiunti, ed una informazione inerente ai servizi che trattano le problematiche legate alle dipendenze, anche con iniziative utili a prevenire ed arginare il fenomeno, quali le campagne formative ed informative. Gli ambulatori infermieristici svolgeranno, altresì, compiti di raccolta e documentazione circa gli atti sanitari legati alla storia della persona assistita, integrandosi con altri servizi ospedalieri territoriali e con altri operatori (quali fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali, eccetera). Gli ambulatori infermieristici costituiranno un riferimento e un filtro per le problematiche sanitarie socio- assistenziali legate a pazienti psichiatrici o con problemi di dipendenza da droghe o alcool, in collaborazione con il medico di base e i servizi territoriali già esistenti (come, ad esempio, il SERT). Gli ambulatori infermieristici e l’infermiere di famiglia si configurano, inoltre, quali strumenti in grado di alleggerire le strutture ospedaliere nel monitoraggio dei pazienti contagiati dal virus Covid- 19. Il Piano regionale ‘Convivere con il COVID19 e contenerlo’ stabilisce che le autorizzazioni di spesa siano prevalentemente indirizzate, tra le altre, al reclutamento di personale infermieristico e all’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia/o di comunità. La legge prevede l’utilizzo della telemedicina e del teleconsulto a supporto sia dell’infermiere di famiglia, che degli ambulatori infermieristici. Con la telemedicina si potrà monitorare il paziente attraverso l’utilizzo di dispositivi predisposti in base alle malattie di cui soffre, mentre con il teleconsulto (o televisita) metterlo in collegamento con il medico specialista per un controllo approfondito.
L’impiego dell’infermiere di famiglia e degli ambulatori infermieristici dotati anche di sistemi di teleconsulto, rappresentano una nuova modalità di operare in grado di assicurare, risparmiando, prestazioni assistenziali di qualità sul territorio, di offrire al cittadino una risposta ai problemi di salute sempre più qualificata, efficace ed efficiente, nonché di valorizzare le eccellenze ottenute nelle strutture di ricovero che spesso non trovano continuità sul territorio.
In ogni Distretto della Salute, ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della L.R. 1 luglio 2008 n. 12, il SSR istituisce gli “ambulatori territoriali assistenziali ˈH12ˈ/ˈH24ˈ”, così strutturati: “servizio H12” su cinque giorni la settimana e “servizio H24” su sette giorni la settimana. Gli “ambulatori territoriali assistenziali – Case della Salute” sono costituiti da un gruppo di professionisti composto da medici e da infermieri di famiglia/comunità, i quali operano in forma associata, secondo le forme previste dalla normativa vigente e conformemente alle modalità organizzative definite dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche per la Persona Negli ambulatori territoriali assistenziali – Case della Salute vengono svolte le seguenti prestazioni: erogazione atti medici indispensabili; prescrizione di farmaci non di esclusiva pertinenza ospedaliera; teleassistenza, teleconsulto, telediagnosi, telemonitoraggio.
UN TASSELLO ALLA MEDICINA DI PROSSIMITA’: NASCE L’INFERMIERE DI FAMIGLIA
