GIOVANNI BENEDETTO

Tutta la città sta vivendo un clima idilliaco, i tifosi sono gasati a mille, gli ultras sono impegnati a preparare le coreografie per domenica contro il Cerignola, la gente comune, più distante dal Potenza, sta prendendo coscienza del fenomeno e inizia a seguirlo, siamo solo alla settima giornata e ogni domenica sembra una finale da vincere.

Il primo vero condottiero di questo movimento che coinvolge tanta gente trascinata dall’entusiasmo per i successi conquistati e per le attese di conquistarne altri nelle domeniche successive, è sempre lui: Salvatore Caiata, il primo ad esultare, a saltare sugli spalti, ad incitare a stressarsi.

Il coinvolgimento non riguarda solo i tifosi che sono in testa al corteo, ma anche quelli che seguono dietro: ragazzi, giovani ed adulti tutti presi dal tifo che avevano abbandonato.

Oltre al fatto sportivo si è aperta una gara di solidarietà in cui ognuno vuole dare il suo piccolo contributo personale, fino a pochi mesi fa impensabile.

Gli sforzi economici, la simpatia e il coinvolgimento del pubblico che il Presidente ha saputo sollecitare sono stati i primi ingredienti che hanno generato in molti gruppi sentimenti che vanno al di la dei risultati sportivi.

Si sono registrati già esempi concreti di partecipazione attiva a dare una mano indirettamente alla società o addirittura preoccuparsi dei ragazzi meno abbienti per donare loro un biglietto per festeggiare e sentirsi parte comune di un gruppo che gioiscono per lo stesso motivo.

Un gruppo di amici e tifosi storici si sono autotassati per trasformare l’ex tribuna stampa in un’area ospitality confortevole e attrezzata finanche di poltrone in pelle e monitor per godersi in diretta le partite trasmesse da Sky.

Le stesse imprese artigiane che hanno partecipato alla ristrutturazione : l’elettricista, il pavimentista,l’imbianchino o il fornitore delle poltrone piuttosto che il geometra si sono mossi con lo spirito di fare tutto in casa, hanno contribuito cedendo le loro giornate lavorative alla causa del Potenza.

È scattata la solidarietà tra i tifosi e si è pensato alle famiglie numerose o con disoccupati in casa e ad alcune di queste, nei limiti del possibile, si è pensato donando a ciascuno di loro un abbonamento ridotto di curva .

Le azioni di questo appassionato e generoso gruppo di amici non finiscono qui, hanno preso a cuore la sistemazione di alcune parti del Viviani che da anni sono abbandonate e riguarda la sistemazione della facciata principale dello stadio restituendo alla stesso il suo colore originario: rosso pompeIano e il riutilizzo della gradinata che si trova tra i distinti e la curna ospite.

In questa gara di solidarietà anche l’associazione ” Io amo il Potenza” non ha fatto mancare la sua presenza provvedendo in proprio o attraverso la donazione da parte di alcuni esecizi pubblici o privati di distribuire a chi non ha la possibilità economica, biglietti di curva.

L’ultima partita giocata in casa contro l’Altamura i beneficiari furono gli ospiti della casa famiglia “Don Tonino Bello” nei pressi di parco Aurora.

In alcuni Bar emulando la migliore tradizione della generosità dei napoletani di lasciare il “caffè sospeso” i potentini  al Bar Antoine, al bar il momento o al bar Gastro’  lasciano il “biglietto sospeso” che poi l’associazione io amo il Potenza destina ai più bisognosi.

Addirittura un bambino si è recato presso la sede della stessa associazione per donare il biglietto senza volere dire il nome del suo genitore.

QuestI esempi citati sono solo dei piccoli o grandi gesti che ne richiameranno altri nel corso dell’annata calcistica, già si prevede in occasione delle prossime festività natalizie, eventi in cui il calcio sarà un veicolo promozionale per consentire a molti tifosi di creare momenti conviviali, di incontri e di socializzazione tra i calciatori, i tifosi e tutte quelle persone che vivono quotidianamente più ai margini della società.

Siamo solo agli inizi e la civile città di Potenza sta dimostrando come il calcio oltre a divertire sul campo può essere un buon traino per consentire alle persone di mettersi a disposizione del prossimo, risvegliando i sentimenti di generosità, altruismo verso il suo simile che fanno dell’uomo un essere solidale e socievole.