UNA NARRAZIONE DELL’EURO A VENT’ANNI DAL SUO ESORDIO.
di Tiziana Figliuolo e Rosalba Scavone
Nell’ambito dei “Mercoledì dell’Accademia”, promossi dall’Accademia Tiberina di Basilicata, che coltiva le scienze e le lettere latine e italiane, l’On. Gianfranco Blasi ha tenuto una lectio in onore dei vent’anni dell’euro. Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Accademia, il Prof. Nicola Pascale, l’Ambasciatore Micheal Giffoni, il vicepresidente, Dott. Giuseppe D’Elia e il segretario generale, Dott. Rocco Carbone. L’incontro si è tenuto a distanza. Un centinaio i partecipanti, fra i quali gli allievi del Master post universitario di Innform e Regione Basilicata in Comunicazione ed Editoria, dove Gianfranco Blasi insegna Giornalismo e Scrittura Creativa. Al successivo dibattito hanno partecipato molte delle accademiche e degli accademici lucani. Una delle associazioni più longeve e prestigiose della storia italiana. Fondata nel 1813 a Roma. Le personalità che hanno fatto parte dell’Accademia Tiberina sono molto numerose: fra i poeti (Giuseppe Gioachino Belli, Vincenzo Monti, Alessandro Manzoni ), scrittori (Massimo d’Azeglio, René de Chateaubriand, Domenico Gnoli, Giovanni Papini, Francesco Valli), filosofi (Benedetto Croce, Giovanni Gentile), scienziati (Marie Curie, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi, Carlo Rubbia), musicisti (Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Franz Liszt, Ottorino Respighi), scultori (Antonio Canova, Marino Marini, Francesco Messina, Giacomo Benevelli). Numerosi sono stati i cardinali, cinque dei quali sono diventati papi (Pio VIII, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII e Pio XII).
Sul territorio dell’antica Grande Lucania l’Accade
L’On. Gianfranco Blasi è tra l’altro proprio giornalista, oltre che scrittore e poeta. Cofondatore del centro-destra in Basilicata, ha ricoperto prestigiosi incarichi istituzionali e politici, compreso quello di parlamentare per Forza Italia. E come tale, nel 2002, fu Relatore per la Camera dei Deputati dell’Indagine conoscitiva del Parlamento Italiano che analizzò le problematiche relative all’introduzione dell’euro in Italia.
Nel suo intervento, Blasi, ha celebrato i vent’anni dell’euro sottolineando subito come “La moneta unica europea ha superato diverse crisi, ma si è affermata come seconda divisa del mondo” e oggi “è la moneta ufficiale di 19 Stati membri dell’Unione”. Quindi ne ha ripercorso le tappe fondamentali. Dal Comitato Delors, al Trattato di Maastricht, al lancio nel 1999 come valuta contabile sui mercati finanziari e per i pagamenti elettronici. All’entrata in vigore, il 1° gennaio 2002, negli allora 12 Paesi membri, tra cui Spagna, Francia, Germania e Italia. Nel corso degli anni altri Stati sono entrati nell’Unione e nell’euro. E oggi è utilizzata anche come valuta ufficiale o di fatto e come “moneta ancora” da una serie di Stati al di fuori di essa.
L’Onorevole Blasi ha evidenziato, inoltre, come, dopo un iniziale periodo di assestamento, l’euro abbia determinato la stabilità dei prezzi e il calo dei tassi d’interesse, garantendo vantaggi per stati, cittadini, famiglie e imprese. Meno felice è stato il cambio di 1936,27 lire per un euro perché ha prodotto una perdita netta di potere d’acquisto per gli italiani e un ritardo nella perequazione dei redditi da lavoro. L’euro è stato, però, fondamentale dal punto di vista socio-economico e politico perché, con la crisi greca e dello spread del 2011, è diventato il grande scudo delle nostre nazioni.
L’ex parlamentare ha poi messo in rilievo come l’euro sia divenuto“il simbolo dell’integrazione e dell’identità dell’UE” e come la frase manifesto sia quel «Whatever it takes» dell’allora governatore della BCE, Mario Draghi, pronunciata il 26 luglio 2012, nell’ambito della crisi del debito sovrano europeo, per indicare che la BCE avrebbe fatto qualunque cosa per salvare alcuni paesi, fra i quali il nostro, e con essi la moneta unica e l’economia europea nel suo insieme, a suo giudizio inseparabili.
L’euro si è così consolidato come seconda riserva monetaria globale e l’UE punta a rafforzarlo con lo sviluppo della valuta virtuale. Inoltre ha varato Il piano di ripresa NextGenerationEU che, con l’emissione di obbligazioni di alta qualità, aggiungerà liquidità ai mercati dei capitali dell’UE rendendo loro e l’euro più attraenti per gli investitori. L’immissione di liquidità, però, ha prodotto inflazione.
Come se non bastasse, passando alla strettissima e drammatica attualità, Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina. E con il conflitto, le bombe, i morti e i profughi è tornato fisicamente, e non solo idealmente, il concetto di “frontiera”: da un lato Est e autoritarismo, dall’altro Ovest e democratismo. Per vincere, l’Occidente deve attingere al suo patrimonio storico, politico, culturale, civile.
Deve attingere all’Europa.
Oggi più che mai, ha chiosato Gianfranco Blasi “con l’imperialismo russo che, attraverso l’arroganza della guerra prova a rimontare sulla storia, sull’Occidente e l’Europa, bisogna attuare il “whatever it takes”, trasformandolo da finanziario a politico, per salvaguardarne unione e identità”.
Oggi più che mai bisogna scongiurare le profezie del filosofo Oswald Spengler “sulle democrazie che arretrano mentre l’Oriente prende il sopravvento”, perché unito “dall’opportunismo di processi economici dettati dall’alto e non da un ethos comune”.
Oggi più che mai bisogna ricorrere alle parole del compianto, David Sassoli, ex Presidente del Parlamento Europeo “ L’euro è l’incarnazione di un ambizioso progetto politico per promuovere la pace e l’integrazione all’interno dell’Unione Europea”.
Quindi, nel 2022, l’Europa celebra sì i vent’anni di euro, ma ha l’occasione per puntare definitivamente all’unione politica e a un ruolo da protagonista. Un Europa costruita sulla tutela di quei valori democratici che la moneta unica rappresenta, valori di democrazia e libertà da affermare sempre. Dunque, parafrasando Draghi e il nostro lucano Orazio, ci piace concludere come ha fatto l’Onorevole Blasi nella sua Lectio per l’Accademia Tiberina: “Carpe diem. Whatever it takes, carpe diem”.
E allora, buon compleanno Euro!
