“Alla fine scopriremo che gli uomini e le donne del Movimento 5 Stelle, quelli che sono comodamente seduti sulle poltrone del potere, ma non solo, non sono così diversi da tanti altri poltronisti politici, con l’aggravante dell’arroganza di una verginità politica, che nasconde una inconfessabile e spasmodica voglia di POTERE”. Il post è di Paolo Galante, consigliere regionale della Basilicata. L’ho ripreso non solo perché non lo condivido, ma perché vorrei portarlo ad esempio di quello che non si dovrebbe dire e fare. Sul piano della polemica politica, questo argomento è il più grosso boomerang. Dire che loro sono uguali a noi nell’amore per le poltrone e per il potere è esattamente confermare un livellamento al peggio. E’ come dire ad una bella donna che è inutile che se la mena perché è brutta come le altre. Amanti del potere anche loro? Sono corrotti anche loro? Dribblano la giustizia anche loro andando a parlare sui tetti? Embè?, Sono condannabili anche loro, non è che sono salvabili tutti gli altri. E’ vero che aver compagni al duol … ma tra gli argomenti politici da mettere in repertorio , questo è sicuramente il peggiore.
Il post poi richiama indirettamente ad una strategia per contrastare con ogni mezzo l’avanzata del M5S, che è un po’ il motivo dell’insonnia di tanti Piddini e di quelli che gli stanno attorno nel mantenimento dell’ultimo bastione rimasto: il Governo del Paese. Beh! Non si vede uno straccio di idea nuova, che non sia la drammatizzazione di ogni errore dei 5 Stelle . Non si parla nè a quella parte di Paese che ha scelto di seguire Grillo ( e sono i giovani), e non si parla neanche a quella parte di Paese che le avventure non le vuole ma che non e’ disposto neppure a continuare così, senza prospettive, senza lavoro, senza futuro per i figli, senza una scommessa credibile su una Italia diversa, di cui potersi innamorare o a cui poter aspirare. Niente!. Si sta muovendo una cosa al centro così indistinta da assomigliare più a quella pubblicità della polvere che rotola diventando una palla ingombrante e da aspirare di corsa che la ecografia di un movimento vitale, rinato dagli errori e consapevole di portare un diverso pensiero riformista, innovatore, consapevole ed autocritico. E poiché il tema più grande riguarda la moralizzazione del Paese e non la sola stabilizzazione di “questo Paese” la mancanza di iniziative in quella direzione ( che non vadano oltre gli auspici e i richiami di rito di Mattarella) è un vero e proprio harakiri programmato per il 2018. salvo ravvedimenti. Ignorare la delusione degli italiani non contro questo o quel governo ma per il modo di governare da parte di tutti, a tutti i livelli, per la testardaggine a difendersi come casta, per la disinvoltura con cui una Camera diventa il quarto grado di giudizio, significa consegnare l’Italia all’avventurismo, che abbia la faccia tragicomica di Grillo o quella prurimbalsamata di Berlusconi ( vedrai, vedrai), o quella da buttafuori di Salvini. I tre della nuova avventura, o della nuova sventura, decidete voi.
Ps mentre scrivo leggo un post di Richetti del Pd, con cui mette a raffronto la proposta di riduzione dei vitalizi fatta dal M5S e quella fatta ( e approvata del Pd). La prima portava- dice Richetti, praticamente a un risparmio zero, la seconda a 2,4 milioni. Vedremo più avanti le cose come stanno, ma se stanno come Richetti le racconta, allora abbiamo il primo esempio di quello che il paese vuole: serietà,nei comportamenti e scelte che diventano esempi