La politica dei pannicelli caldi fa più male che bene perchè spreca soldi e non rIsolve I problemi. L’agricoltura sta soffrendo in tutte le zone d’Italia, ma qui ,da noi, le cose stanno un punto peggio per una serie di  motivi che vanno dalla scarsa capacità di contrattazione dei nostri imprenditori rispetto alle grandi imprese del Nord , alla mancanza di collegamenti ferroviari idonei che aumentano la dipendenza dall’autotrasporto. Da qui la protesta  che le associazioni di categoria agricole hanno fatto e che riprendono sostanzialmente le richieste fatte tempo fa al Governo Bardi da un centinaio di imprenditori in una petizione . Il pregio di quelle proposte è che sono di semplice e rapida applicazione, non impattano con la lentezza della burocrazia, e sono di immediato sollievo alle difficoltà che si incontrano e cioè:

Riduzione del 30/ 50% del gasolio agricolo

Riduzione del 30/50% dei contributi agricoli unificati ,dei datori di lavoro e dei lavoratori

Riduzione dal 30 al 50% del costo dei medicinali zootecnici e dei fitofarmaci per colture di agricoltura convenzionale e biologica.

Questo per evitare la fiera confusionaria ed improduttiva degli aiuti occasionali sui singoli prodotti , che scivola sulla discrezionalità o sulla difficoltà ad individuare con esattazza I destinatari veri. Tra l’altro –dicono gli imprenditori, di tutte le parti della Basilicata.- lavorare su questo terreno significa avere come interlocuzione le aziende regolarmente iscritte alla Camera di Commercio,regolarmente iscritte all’Inps , in possesso di partita Iva e di Iban, cioè , come dire,  interlocutori certificati e credibili.

Poichè il Dipartimento è in possesso del libretto dei carburanti e quindi dei quantitativi storicamente utilizzati, la riduzione del costo opererebbe in una platea trasparente e oggettiva, così come anche l’INPS, conoscendo il numero delle giornate che storicamente sono state certificate, avrebbe un criterio oggettivo di controllo, La stessa cosa per I prodotti fitosanitari , che potrebbero essere verificati tramite I veterinari delle  ASL.

Insomma, lavorando su questo tipo di sostegno, si realizzerebbe una sostanziale accelerazione degli aiuti, un effettivo controllo della portata degli stessi e un messaggio di trasparenza ed efficienza nella erogazione del sostegno che sarebbe ben accetto da tutta l’utenza. Come intervenire su questi aiuti? Semplicemente rimodulando i fondi del PSR e quello delle compensazioni ambientali , per i danni che le compagnie petrolifere hanno provocato in maniera diretta o indiretta sul comparto agricolo e zootecnico lucano. Bardi riprenda quella petizione datata 14 aprile 2020 e avrà una traccia sicura per lavorare bene. r.r.