ARMANDO TITA*
Tutti hanno toccato con mano le tre “i” l’insensibilità, l’indifferenza e l’incapacità degli organi preposti regionali e nazionali alla manutenzione della Diga della Camastra.
Il Comitato Acqua Pubblica Camastra “Peppe Di Bello” continua la sua opera di comunicazione e di informazione. (Chissà se durerà…) L’averlo titolato al nostro eroe coraggioso Peppe Di Bello, morto prematuramente nei giorni scorsi, è un riconoscimento dovuto ed è un atto meravigliosamente giusto. A tal proposito mi permetto di ricordare al Comitato Acqua Pubblica “Peppe Di Bello” il blogger potentino Antonio Nicastro e i suoi coraggiosi Report su degrado, inquinamento e stupri territoriali della Città di Potenza e dintorni.
Memorabile fu il suo Report sulla Discarica del Comune più bello della Basilicata …Guardia Perticara, senza mai dimenticare la Centrale Enel del Gallitello, lo ribadisco, fonte di elettrosmog e cali di tensione.
La morte prematura di questi due eroi del popolo, Peppe Di Bello e Antonio Nicastro, transeat sulle loro amare vicissitudini tra malasanità e ostracismi subiti dalla politica politicante, ripropone il tema sulle fragilità dei lucani e sulla totale assenza di EQUITA’.
Basterebbe leggere l’ultimo articolo del nostro Direttore Rocco Rosa del 26 novembre scorso: “ Crisi
Idrica, Scuse e Accuse in Consiglio ma nessuna conclusione” in perfetta continuità con l’Assemblea di Avigliano.
Basterebbe leggere il suo incipit premettendo che siamo in piena Autonomia Differenziata: ”Dicono che l’Acquedotto Pugliese abbia fatto pervenire il proprio dissenso all’ipotesi teorica di collegare il sistema idrico della Camastra a quello del Pertusillo.”
Chi ha permesso tutto questo disastro ?
L’Acquedotto Pugliese grazie alle pregresse terrificanti leggi e alla recentissima legge n. 47 del 2023,
meglio nota come “Acque del Sud” con il novanta per cento di acque lucane si permette di umiliare le istituzioni regionali e il popolo lucano considerato da questi sciagurati governanti …popolo bue, massa pecorile senza alcuna dignità e senza alcuna autorevolezza.
De Collanz, il Presidente del CdA “Acque del Sud” definisce questa lotta spontanea di popolo
“Qualunquismo da marciapiede”. Credo che tutti hanno consapevolezza del delirio di oltre vent’anni di terrificanti omissioni e di totale assenza di manutenzione.
Pure il caro collega Michele Finizio che aveva tuonato contro la manifestazione dei Centomila di Scanzano definendola “Fuoco Fatuo”… “ Solo se sentiamo minacciati i nostri immediati interessi, solo se vediamo la dinamite accesa nel nostro cortile, solo allora siamo capaci di scendere in piazza” forse tutto ciò vale anche per le manifestazioni del Comitato Acqua Pubblica Camastra “Giuseppo Di Bello”… si è ricreduto e propone il Risveglio del popolo lucano su Acqua e Inquinamento.
Noi vecchi “utopisti di marciapiede”, per dirla alla De Collanz, abbiamo creduto nei Centomila di Scanzano, abbiamo partecipato e organizzato in forma non violenta, presidi , dibattiti, documenti e preghiere (chi non ricorda i rosari di Don Filippo Lombardi).Auspichiamo per il Comitato Acqua Pubblica Castra “Giuseppe Di Bello” di rivivere quei momenti politici di vero sussulto popolare e democratico.
Lo dico agli smemorati Consiglieri regionali odierni…
Com’era bello rinunciare alle bandiere di partito e gestire direttamente quei momenti di meravigliosa concordia e unità nel Campo Fango di “Terzo Cavone” con una moltitudine giovanile vivace e propositiva.
Eravamo orgogliosi cari Consiglieri di quel Presidio di Terzo Cavone gestito direttamente dal nostro
Forum Regionale dei Giovani.
Lo ridico ai Consiglieri Regionali di oggi … eravamo consapevoli che c’era lì un altro popolo lucano.
Un popolo vero fatto di tanti giovani, di adulti di coraggio e determinazione che si cibavano di giustizia sociale e di legalità.
Quella vera giustizia sociale sconosciuta a Noi società adulta lucana.
Era bello partecipare con tanti giovanissimi lucani a quelle stupende manifestazioni con la presenza di Antonio Nicastro, di Peppe Di Bello e delle nostre “madri coraggio”, da Filomena Claps a Olimpia Orioli.
Eroi come Antonio Nicastro e Peppe Di Bello e Madri coraggio come Filomena Claps e Olimpia Orioli che sono l’unico vero ORGOGLIO LUCANO (bando alle squallide imitazioni).
Donne e Uomini liberi e coraggiosi che hanno squarciato e continuano, ancora oggi, a squarciare il velo del silenzio, dell’ipocrisia e dell’ignavia.
Immergersi in quella marea umana di Terzo Cavone ha significato per me e per i tanti lucani di dignità vivere un momento bellissimo di comunione e di condivisione, di libertà vera e di democrazia partecipata e diretta.
Toccare con mano una realtà giovanile lucana che non si ciba di razzismo e di egoismi ma di altruismo praticato, è stata sicuramente una bella scoperta.
Un popolo che si riconosce in questa bella gente è un popolo che rafforza i “guardrails” della democrazia lucana.
Da secoli in Basilicata siamo alla ricerca continua di visibilità, di quella scheggia di specchio dove rimirare la nostra sbiadita immagine.
Pur tuttavia, i nostri due eroi Peppe Di Bello e Antonio Nicastro ci hanno insegnato che le nostre speranze non possono essere sepolte da una valanga di rifiuti e di fanghi tossici in presenza di politici e istituzioni regionali e locali scomparsi dal fronte ambientalista, con le nefaste conseguenze dei Centri Oli, dell’Area industriale di Tito e Val Basento della Centrale Enel del Gallitello fino al Camastra odierno, tutte problematiche serie e annose, ignobilmente rimosse.
Del resto Don Ciotti ci ha insegnato che la Felicità di un popolo non si fa con i Talismani, ma, con la
ricerca continua della Verità. I nostri giovani vogliono sapere perché le cose esistono, non limitarsi a sapere che esistono. Queste stupende manifestazioni del recente passato, oggi, tragicamente, cadute nell’oblio, ci fanno comprendere che la legalità va vissuta quotidianamente nell’assunzione graduale delle responsabilità individuali.
Noi società adulta siamo chiamati a prendere in seria considerazione le domande di questi giovani per riproporre il “credo” di Paolo Borsellino:
“ Se la nostra Gioventù negherà il consenso … anche l’onnipotente Mafia svanirà come un incubo”.
Mafia degli stupri territoriali del Petrolio, di Liquichimica, Daramic, Val Basento e dell’Acqua segneranno il passo uscendo da queste ambiguità terrificanti, prima fra tutte, la terziarizzazione dei controlli. Non possiamo tollerare che “controllori e controllati” siano la stessa cosa.
L’aver delegato per oltre trent’anni i controlli agli stessi “controllati” ci fa ulteriormente demoralizzare.
La Procura di Potenza con un po’ di ritardo ha iniziato il cammino della Terziarizzazione per le Analisi dell’acqua del Basento .
Una terziarizzazione che langue da trent’anni e che il popolo lucano merita.
Un processo di terziarizzazione mai attivato dalle Giunte del centrosinistra e del centrodestra.
Ecco l’altro serio argomento del Comitato Acque Pubbliche “Peppe Di Bello, lo ribadisco: LA
TERZIARIZZAZIONE… seria , onesta e trasparente .
*Armando TITA
Sociologo e Saggista
