L’assessore Leone ha cacciato il coraggio ed ha proposto la riforma del servizio sanitario incentrato su due sole aziende, una asl regionale ed un ente ospedaliero regionale. Esattamente come quindici anni fa l’assessore Potenza aveva proposto di fare, solo che le pressioni politiche provenienti dal materano gli sbarrarono la strada e la riforma si inerpicò verso soluzioni meno drastiche. Oggi rispunta la soluzione di due enti dalla netta separazione di missione: una azienda committente dei servizi sanitari e una azienda produttrice dei servizi nosocomiali. Una ottima cosa che dovrebbe passare se è vero che finalmente la politica ha infilato il binario unico della decisionalità e della determinazione. Se è così, tanto di cappello a Bardi ed allo stesso Leone che finalmente ha cambiato rotta rispetto alla moltiplicazione degli enti ospedalieri , come la discutibile proposta di un nosocomio dell’area meta pontina aveva ipotizzato. L’azienda unica sanitaria ( in sigla ASTUR) si suddivider, stando alla proposta in sei distretti : vulture alto bradano, melando e marmo Platano,distretto del capoluogo e dell’alto Basento, distretto del lagonegrese pollino, distretto di Matera e della Bradanica, distretto del Metapontino-collina materana) A questi organismi tocca di assicurare i servizi di assistenza primaria, le attività post-acuzie i servizi territoriali e domiciliari afferenti all’integrazione sociosanitaria. L’altra azienda, quella ospedaliera unica, (con la sigla impronunciabile di AOUR) riunisce gli ospedali di primo e secondo livello di Potenza, Matera, Policoro, Lagonegro, Melfi e Villa d’agri. le due aziende concludono,nel rispetto dei percorsi di continuità assistenziale, accordi organizzativi per l’efefttiva attuaizone dei percorsi di continuità assistenziale ospedale-territorio e degli ospedali di comunità, così come previsti dalla legge del 2015. Conseguente a questa organizzazione è poi la nomina da parte del presidente della Regione di due commissari straordinari, uno per l’azienda ospedaliera regionale e l’altro per l’azienda sanitaria territoriale unica, dalla durata di un anno. Entrambi procederanno alla nomina dei rispettivi direttori amministrativi e sanitari e del collegio di direzione. Seguono le norme di dettaglio che riguardano la gestione liquidatoria delle ex aziende sanitarie e del san carlo. Fin qui il disegno di legge che non tocca l’attuale autonomia dell’IRCCs di Rionero ma accorpa un po’ disinvoltamente val d’agri e marmo melandro che più lontani e più separati non potrebbero essere. Ma il coraggio di semplificare lo hanno messo. Vediamo dove si arriva. Rocco Rosa
UNA SOLA ASL E UN SOLO ENTE OSPEDALIERO, IL RUGGITO DI LEONE
