Una settimana prima o una dopo, il Paese deve uscire di casa per lavorare e produrre. Ma, al solito,il dibattito politico è tutto concentrato su quando uscire anziché sul come uscire. Dire che bisogna portare le mascherine sopratutto nei luoghi pubblici, che bisogna mantenere le distanze sui mezzi pubblici, evidentemente non basta per una politica di prevenzione e sicurezza e si avverte la necessità che tutti i vari aspetti della vita di ogni giorno vengano scandagliati dagli esperti per trovare e dettare norme comportamentali precise. Anche semplici azioni, andare dal barbiere, vanno disciplinate con norme chiare: camici monouso per cliente e parrucchiere, la sterilizzazione dei pettini e dei rasoi, dispositivi più efficaci per evitare gli effetti fi un rapporto ravvicinato (visiera). Cosi come la suddivisione tra chi sta alla cassa e chi fornisce la merce. Hai voglia mettere i guanti se uno che ti porge il pane ,con gli stessi guanti prende il denaro e ti dà il resto. Ma, più in generale, mentre si insiste sulle protezioni individuali, mascherine,guanti ,gel, poca attenzione viene posta dalle autorità sanitarie nazionali al possibile contagio sullle cose, sui prodotti alimentari , sulle superfici ,sugli indumenti. Eppure la tecnologia porta ogni giorno soluzioni nuove, che potrebbero servire a rendere più sicura la difesa dal rischio contagio. È di questi giorni la presentazione ad esempio di un minitunnel sanificatore che alcuni supermercati italiani hanno installato all ingresso e all uscita.
La foto a corredo dell’articolo si riferisce alla presentazione a Potenza del tunnel sanificatore da parte della ditta Bochicchio.
