ROCCO SABATELLA

Il Potenza fallisce ancora una volta l’appuntamento con la vittoria esterna e perde l’occasione per scavalcare in classifica i siciliani. Che, dopo avere segnato il gol del vantaggio con un gran gol di Piovaccari, hanno fatto una grandissima partita difensiva e molto poco, se non niente , hanno concesso alla formazione di Arleo. Che si è presentata a questo appuntamento priva di Salvemini e Bucolo squalificati, assenze che probabilmente hanno pesato molto sul rendimento perché i sostituti, soprattutto in attacco, non hanno inciso per niente. Sicuramente non è stata ripetuta la prestazione contro la Fidelis Andria per intensità, organizzazione e occasioni create. Ma dobbiamo dare merito al Messina, che, rispetto ai pugliesi, sa decisamente difendersi meglio potendo contare su una maggiore fisicità e sa badare al sodo senza indulgere in fraseggi inutili nella propria metà campo che utilizza invece l’Andria pensando di avere dalla sua parte una qualità tecnica superiore. Nella lotta per non retrocedere si deve usare la spada piuttosto che il fioretto. E il Messina contro il Potenza questo ha fatto per oltre 70 minuti. Dimostrando di avere la mentalità giusta per arrivare alla permanenza. Eppure il Potenza aveva iniziato alla grande la partita dominando incontrastato per un quarto d’ora. Arleo l’aveva preparata in questo modo; partire molto forte per sorprendere gli avversari e passare in vantaggio. Ci prova prima Sandri con un tiro alto, poi Cuppone e Burzio, confezionano un’azione da manuale che mette il bomber rossoblù solo davanti al portiere del Messina. E incredibilmente Cuppone manda fuori in diagonale a non più di tre metri dalla porta. I siciliani sono frastornati e subiscono passivamente le iniziative della squadra di Arleo che ci prova ancora con un tiro dalla distanza di Ricci che Levandowski, portiere del Messina, vede all’ultimo momento e lo mette in angolo. All’improvviso, nella prima sortita dei siciliani nella metà campo del Potenza, arriva il vantaggio: Piovaccari riceve palla al limite e senza essere contrastato dai difensori centrali del Potenza, scaglia un gran tiro che si infila all’incrocio nonostante il tuffo di Marcone. Non sono concepibili queste disattenzioni che costano sempre molto caro. Il Potenza reagisce ma non riesce a creare grossi pericoli agli avversari che ci mettono tutte le forze per difendere il vantaggio. Ci prova Volpe, nel finale di tempo, con un rasoterra parato e poi il rientrante Nigro con un gran tiro fuori di poco. C’è tutto il secondo tempo per tentare il recupero . Il Potenza ci crede e ad inizio ripresa va al tiro con Burzio parato e poi con Cuppone la cui conclusione è messa in angolo da un difensore.  Arleo inserisce Cargnelutti e Costa Ferreira al posto di Gigli e Zenuni mentre Raciti tira fuori le due punte Piovaccari e Adorante sostituendoli con Balde e il centrocampista Damian. Passando ad un più prudente 4/5/1 per arginare le iniziative del Potenza. Che trova letteralmente un muro davanti che gli impedisce di farsi pericoloso. Una volta che riesce a trovare il varco, è Burzio che dal limite impegna Levandowski in una complicata deviazione in angolo. E ‘ in pratica l’unica conclusione del Potenza in porta nel secondo tempo. Il Messina si cautela ancora di più con Konate e Camilleri e nel primo dei cinque minuti di recupero arriva il gol della sicurezza del Messina con una ripartenza 3 contro 2 che viene sfruttata da Fofana che batte Marcone. Una sconfitta molto dolorosa per il Potenza che, causa stanchezza e assenze pesanti, non riesce a ripetere la prestazione di Andria e la constatazione del contributo nullo che è arrivato dagli elementi entrati dalla panchina. Molto dure le parole del vicepresidente Falasca sul secondo tempo dei rossoblù:” siamo molto delusi dal comportamento della squadra. Abbiamo fatto 4 passi indietro rispetto alle ultime partite e non ho visto quella combattività e quell’attaccamento alla maglia che la situazione di classifica richiede. Davvero una prestazione insufficiente che non ci aspettavamo”.  La situazione, a questo punto, è molto chiara. Le vittorie del Catania, del Monterosi e del Campobasso che occupano in coabitazione il sestultimo posto della graduatoria a quota 33 punti, hanno permesso a queste squadre di accumulare un vantaggio sul Potenza di 11 punti. La qual cosa fa pensare molto complicata una rimonta per arrivare alla salvezza senza i play out. E ‘ vero che mancano 11 giornate al termine della stagione regolare e ci sono 33 punti in palio. Ma, obiettivamente, il traguardo più realistico da perseguire e raggiungere è quello di agguantare il quintultimo o anche il  quartultimo posto della classifica finale che consentono, nelle due gare dei play out da disputare, rispettivamente con la penultima o la terzultima, di salvarsi facendo due pareggi. Per questo è logico l’intendimento di Arleo di fare, nella gara di martedì con il Catanzaro, turn over sostanzioso allo scopo di far riposare chi ha giocato di più e preservarli per la più importante partita di sabato 26 febbraio, sempre al Viviani,  contro la Paganese.