Parlavo ieri con un imprenditore di quelli che non vedi bazzicare la Regione perchè è stato abituato da piccolo a fare da sé, a non aspettare il panierino e ad ingegnarsi su iniziative imprenditoriali che reggono sulle proprie gambe e remunerano gli investimenti. Sapevo che questa persona, pur nella sua sostanziale neutralità, aveva visto con una certa simpatia il cambiamento politico , primo perchè scava scava in ogni datore di lavoro trovi un po’ di pensiero di destra , secondo perchè è stato uno che nel passato non ha mai nascosto la sua avversione verso una politica ecumenica di chi, nel tentativo di accontentare il più possibile ,traduceva la ricchezza in povertà perdendo le vere occasioni di crescita. Una di queste occasioni perse – e non ne fa mistero- riguarda il rapporto con le compagnie petrolifere e l’essersi accontentati sinora di soldi al posto di azioni di sviluppo, soldi che sono stati tradotti o in assistenza oppure in opere inutili e frammentate. Da questi colossi, lui vorrebbe azioni che coinvolgessero l’imprenditoria locale, input per nuove attività, specializzazione dell’indotto, crescita di un sistema industriale che guarda all’innovazione. Il solo modo per trattenere i giovani è creare lavoro vero, imprese che scommettono sul territorio e che ne valorizzano le risorse, materiali ed umane. Questa trattativa con la Total lo ha sorpreso positivamente , vuoi perchè la Basilicata ha dimostrato di saper alzare la testa, vuoi perchè indica per la prima volta una inversione di marcia rispetto alle sole compensazioni monetarie. Cerchiamo un varco per fargli confessare il suo giudizio sul nuovo Governo regionale. E’ sincero quando dice che sinora si è visto poco perchè la fase di costituzione della dirigenza è durata più del previsto e che nei prossimi tre mesi si dovrà vedere se questo Governo è in grado di ideare e portare avanti una politica economica capace di invertire le dinamiche di sviluppo e di puntare decisamente verso le infrastrutture che sono risolutive per l’apertura agli impulsi territoriali esterni. il raddoppio della Melfi Potenza e il potenziamento della ferrovia Taranto Roma. Lui che è molto più giovane mi ricorda che quando Colombo volle la Basentana furono in molti ad osteggiarlo, chiedendo che i soldi venissero spesi per cose come dire …più vicine. E invece proprio quel saper guardare lontano ha portato ad una infrastruttura che è stata una benedizione per tutti i lucani. Lui che è col cuore vicino alla destra liberale berlusconiana vorrebbe che questo Governo attuasse una vera politica di destra: ridurre gli sprechi, indirizzare le risorse intorno alle priorità essenziali anzichè disperderle in mille direzioni, portare una proposta unica al governo per un rinnovato patto di sviluppo che poggi su quella riserva del 34 per cento assegnata agli investimenti del Sud. Ecco se Governo, grandi compagnie dello Stato, Anas, Ferrovie si trovassero insieme al Governo regionale per decidere che cosa fare , quello sarebbe un nuovo inizio. Io non sono di destra, ma su questo argomento, vorrei che il mio amico avesse ragione. Rocco Rosa
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