Ha dell’assurdo la vicenda dello stop da parte dell’anas alla corsia di uscita del Motel Park e della annessa stazione di distribuzione dei carburanti. Dopo decenni, qualcuno  scopre che è una uscita irregolare, per giunta pericolosa e tale da dover essere chiusa. Solo che il principale proprietario non esiste, giacchè la società Motel park è fallita e le attività delle aree di servizio sono in mano a gestori che non possono farsi carico dei lavori a meno che non abbiano garanzia sul recupero delle somme eventualmente da anticipare. In questo nuovo episodio di irrazionalità e di disconnessione burocratica, non si fa il nome del vero colpevole che è appunto l’Anas. La corsia di reingresso in autostrada non è nata nel giro di una notte. Sono stati fatti lavori per giorni e nessuno che si sia mai preoccupato di chiedere ai proprietari se fossero mai stati autorizzati e da chi. Niente per anni, e neanche quando poi ad un centinaio di metri di distanza si è proceduto a fare lo svincolo per il quartiere Bucaletto che, palesemente metteva in evidenza la contraddizione di un rientro in autostrada in presenza di una corsia fatta per l’uscita alla Cittadella. E dunque la domanda da farsi è come sia stato possibile che per anni la cosa sia stata sepolta, senza che né il Comune,né il Consorzio industriale,né l’anas abbiano mai fiatato sulla questione. Dopve sono le autorizzazioni? Chi le ha concesso e su quale progetto? Ora che siamo nel territorio della follia burocratica, chi paga sono sempre gli ultimi, e cioè i lavoratori del complesso alberghiero e della connessa area di servizio, che non hanno nessuno con cui prendersela perché l’azienda è fallita e nessuno che si possa far carico di rifare una corsia di accelerazione ritenuta idonea. E’ evidente che tra Comune e Regione bisogna  costruire un intervento preciso. che scongiuri la chiusura delle attività e  dia il tempo necessario per rimettere a posto le cose.  Prendersi il tempo necessario con una segnaletica di emergenza che allerti gli automobilisti in transito, metta un limite di velocità e segnali anche di notte la possibile uscita di auto dall’area di servizio è una misura prudenziale che si può fare , per lasciare le attività aperte almeno fino alla sistemazione definitva dei percorsi. Né sarebbe uno scandalo se si anticipassero al commissario liquidatore i fondi per la messa in sicurezza , da farsi restituire in sede di passaggio di proprietà del complesso alberghjero. Come è urgente che la Magistratura inquirente intervenga per capire chi, come e perchè ha lasciato che i lavori si svolgessero nella irregolarità o autorizzando illegittimamente o non vigilando irresponsabilmente. Rocco Rosa