Giovanni Benedetto

L’ annuncio della conferenza stampa dell’assessora Guma ha risvegliato gli animi acquietati  di molti tifosi sulla vicenda Viviani. Della questione stadio non si parlava  da circa un anno, da quando il vulcanico Presidente Caiata ha rappresentando alla città e ai pubblici amministratori le criticità del Viviani e l’opportunità di ristrutturare o costruire un nuovo impianto per consentire ad una società di calcio di continuare ad investire.
Del problema sono state investite in pieno la nuova Amministrazione comunale, e la Regione, proprietaria  dell’area cip zoo.
Poi, da marzo 2020 tutta l’Italia e gli italiani si sono fermati per il Covid  , presi ovviamente da problemi più importanti quali la salute pubblica e la gestione  dell’emergenza.
Tralasciando l’impiantistica di altri sport interessati all’evento “Potenza citta dello sport 2021” , la componene della Giunta municipale  è tornata sulla questione stadio per chiarire i due obiettivi che Il Sindaco Guarente si è posto: la riqualificazione del Viviani ritenuto un monumento storico di notevole rilevanza, e l’individuazione dell’area Cip zoo per edificare il nuovo stadio.
Per l’approvvigionamento dei fondi si  sono seguite due strade: la candidatura ai fondi governativi Cis per l’ampliamento del Viviani e i recovery  fund di provenienza europea per la costruzione del nuovo stadio e richiesti, quest’ultimi, specificatamente dalla regione.
I tempi di una società di calcio sono oggettivamente diversi dai tempi della politica e quindi al momento non c’è nulla di concreto; si sa solo che la giunta ha preso consapevolezza del problema e per il quale ha candidato il progetto Viviani in sede governativa.
Per i finanziamenti e i conseguenti progetti esecutivi  i tempi sono spostati in un futuro incerto se non pure  condizionato anche dai mutevoli equilibri politici nazionali e locali. Comunque  solo ieri è partita una Pec dal Comune per chiedere alla Regione un tavolo tecnico per discutere il passaggio delle competenze urbanistiche dell’area in questione della Cip zoo dall’Asi al Municipio potentino.

Due anni e non se n’è fatto niente: sono pochi, sono molti? Da alcuni ambienti anche calcistici la giunta è tacciata di immobilismo per la dilatazione dei tempi d’interventi.
Dal lato opposto molti ritengono che sono pochi se consideriamo che le passate legislature comunali non si sono mai posti il problema. Ristrutturare uno stadio o farne uno nuovo richiede tempi medio lunghi trattandosi d’investimenti considerevoli.
Nel recente passato c’è stato un continuo rincorrere a mettere le pezze alla bisogna solo quando le normative le richiedevano. Fare ricadere tutto il peso dell’inefficienza amministrativa su questa Amministarzione sembra un pò ingeneroso.