Il canto di una donna per dar voce alle donne
ANGELA MARIA GUMA
L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è stato presentato a Pignola nella sede di Palazzo Gaeta “Voci di donne”, testo edito da Edigrafema e scritto dalla bravissima Luciana Gallo, già docente di lettere nonché esperta di metodologia e scrittura creativa oltre che autrice di numerose pubblicazioni tra saggi e romanzi.
L’ evento è stato voluto dalla Fidapa – sezione di Pignola in collaborazione con il Circolo Culturale Proloco – Il Portale e l’Amministrazione Comunale. È stato un originale e significativo omaggio alla donna. Dopo i saluti istituzionali di Antonio De Luca Sindaco di Pignola, di Donata Pippa presidente della sezione Fidapa di Pignola e di Anna Albano consigliera della Pro-loco-il Circolo Culturale il Portale, le relazioni sono state affidate al Professore Domenico Venezia docente di filosofia mentre ha dialogato con l’autrice la sottoscritta e le conclusioni sono state fatte a cura della professoressa Rosa Maria Giordano già Dirigente Scolastica. Il tutto magistralmente coordinato dalla giornalista Eva Bonitatibus.
Voci di donne” è un libro che rappresenta l’autrice nella sua totalità. Luciana Gallo è poliedrica e questo suo modo di essere e fare si riconosce nella struttura di questo libro che non è ascrivibile ad un genere specifico ma è un’operazione originale e ben riuscita e questo grazie alle sue molteplici capacità e alla sua straordinaria preparazione culturale. Infatti, nella prima parte del libro, in quello che lei definisce il canto delle voci femminili, ritroviamo la docente che riesce a ricostruire la storia di dieci eroine della letteratura inquadrandole nel relativo contesto culturale, coniugando i riferimenti letterari del mito ai dati storici. Si può pertanto definire un minuzioso lavoro di ricerca e questo è evidente dal vaglio delle fonti e soprattutto dalla copiosa bibliografia, ben curata e magistralmente indicata. Nel controcanto si coglie, invece, l’abilità di elaborazione della nostra autrice, anche insegnante di laboratori di scrittura, che in uno stile limpido e una forma lineare, utilizzando il flusso di coscienza riesce a dar voce alle sue eroine. L’autrice delinea in questo modo il passaggio dal “Chi dicono che io sia al Chi dico che io sia”. Si passa quindi da una visione delle donne deformata da una prospettiva spesso distorta da giudizi e pregiudizi e ad una visione dove le eroine scelte in rappresentanza del genere femminile con la loro consapevole voce riescono a sventare gli stereotipi che le hanno attanagliate comprimendole in topos letterari, rendendole tipi e non caratteri, personaggi e non persone. Anche l’elaborazione grafica del testo ben si presta per una lettura rapida ma anche per una consultazione come approfondimento didattico ed è l’esemplificazione della bellezza in cui si coniuga la letteratura, la storia e l’arte. Infatti, didatticamente parlando, la prima parte è la voce della docente che informa, erudisce i ragazzi, segue la didattica tradizionale, fornisce loro dettagliate informazioni spiegando, la seconda è la voce della docente che aiuta gli alunni ad assimilare i contenuti facendo nascere in essi lo spirito critico. Quindi unisce tradizione ed innovazione.
