Per una grande società che campa sul business della comunicazione, starsi zitta non è il massimo. E’ accaduto un  guasto che ha messo a terra mezza Italia e non un avviso, non una parola, non un avvertimento sui social che pure funzionavano. La home page della Vodafone ieri è stata zitta, o meglio ha continuato a parlare delle solite offerte, senza minimamente mettere un avvertimento o far scorrere quattro righe di comunicazione di servizio. Il fatto è che quando la cosa riguarda milioni di persone, un manager che sappia il 16650517_1269140389846415_1201199187_nfatto suo deve aver previsto le conseguenze: e cioè sportelli super affollati, domande a destra e a manca, e  il disagio circa il perché di un guasto, con lo spettro di tanti eventi che si appalesano come fantasmi. Si chiama comunicazione di crisi e il responsabile del settore deve conoscerla se fa quel mestiere. Anziché alimentare mille sospetti e altrettante preoccupazione bastava mandare un messaggio di servizio sui media per rassicurare che è un guasto e che un guasto può capitare a tutti. Una società che spende decine di milioni di euro per comunicazione, con tanti di attori fatti venire da tutte le parti del mondo, dovrebbe mettere da parte anche qualche spicciolo per stipulare un protocollo con la Rai circa l’uso per servizio pubblico di quello che in gergo si chiama comunicazione di servizio: qualcosa di discreto, ma estremamente efficace che serve a tranquillizzare l’utenza e a fornire notizie circa la ripresa. In questa vicenda la Vodafone ha sbagliato a mantenere all’oscuro per oltre 5 ore tutti gli utenti della telefonia mobile. E, per essere la prima compagnia in Italia, non ha dato il buon esempio. Un guasto si capisce, il silenzio sul guasto no.