vincenzo pernetti

Da qualche tempo Whatsapp è diventato parte integrante della famiglia Facebook garantendo, al social più diffuso al mando, la condivisione dei dati.

La decisione di Whatsapp di condividere dati con Facebook non è stata presa bene dagli utenti che si sono mobilitati attraverso gruppi a difesa della privacy.

A supporto degli utenti da qualche giorno si è mossa l’autorità tedesca, che ha intimato a Facebook di cancellare tutti i dati che detiene legati ai 35 milioni di utenti tedeschi di Whatsapp.

Secondo Johannes Caspar,  ( nella foto di copertina) garante tedesco della privacy, non vi è alcuna base legale perché Facebook possa usare le informazioni degli utenti di Whatsapp: “Facebook e Whatsapp sono compagnie indipendenti che processano i dati degli utenti sulla base dei propri termini e condizioni e politiche di privacy delle informazioni. Dopo l’acquisizione di Whatsapp da Facebook due anni fa, entrambe le parti hanno pubblicamente assicurato che i dati non sarebbero stati condivisi. Il fatto che ora sta avvenendo non è solo fuorviante nei confronti degli utenti e del pubblico, ma costituisce inoltre una violazione della legge nazionale sulla protezione dei dati. Deve essere una decisione dell’utente se vuole o meno connettere il suo account con facebook. Quindi Facebook deve chiedere prima il permesso all’utente e ciò non è avvenuto”.

Il Garante fa presente che la condivisione dei dati, tra le due applicazioni, potrebbe toccare ad utenti, che magari non hanno un account Facebook e/o Whatsapp, le cui informazioni di contatto sono state caricate da Whatsapp tramite la rubrica indirizzi di persone amiche in possesso di un account Whatsapp.

La rispossta di Facebook è stata quella di dichiarare che questo massiccio quantitativo di dati non è ancora stato raccolto, ciò non tranquillizza affatto, e gli ultimi avvenimenti lo confermano, che i dati, spesso condivisi con molta leggerezza, siano al sicuro.

Sul tema è inoltre in programma questa settimana un incontro di tutte le autorità europee per la privacy delle informazioni per esaminare la portata del problema e decidere, eventualmente e nel caso si ritenga necessario, un’azione comune e coordinata.