LIDIA LAVECCHIA
“Le Zes sono l’ultima opportunità di competitività internazionale per il Mezzogiorno e la Basilicata, un’occasione per attrarre investimenti e costruire le condizioni di rilancio del nostro sistema produttivo, manifatturiero e occupazionale. È dunque una sfida che va colta fino in fondo.” I segretari di Cgil, Cisl e Uil Basilicata sono intervenuti sulle Zone economiche speciali chiedendo la convocazione di un incontro all’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo,
allo scopo di stilare subito un Piano di interventi e di investimenti per rendere competitive e attrattive le nostre aree industriali comprese nella Zes Jonica: a partire dall’area industriale di Melfi, in cui c’è il più importante sito produttivo della nostra regione, alla Val Basento che, con il Centro internodale di Ferrandina e il collegamento con il porto di Taranto, ci consentirà di diventare una logistica strategica del mezzogiorno. È dunque necessario da parte delle istituzioni anticipare i tempi per prevenire le tante crisi industriali che interessano il nostro territorio e migliaia di lavoratori.
In particolare, la Zes Jonica (Puglia e Basilicata), per la quale da qualche tempo è stato nominato il commissario, Giampiero Marchesi, è già da tempo nelle condizioni di avviare il Piano infrastrutturale e dare applicazione alle agevolazioni fiscali dando un segnale di operatività. Secondo le anticipazioni della ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna saranno presto disponibili 600 milioni di euro, attingendo dal PNRR, per assicurare a queste aree opere di urbanizzazione primaria e di connessione alla rete stradale e ferroviaria, oltre alla previsione dell’innalzamento da 50 a 100 milioni di euro del tetto per il credito d’imposta a favore di investimenti da localizzare nelle Zes con l’estensione alle operazioni immobiliari.
Se vogliamo rilanciare le nostre aree industriali strategiche, che vivono una fase di crisi legata alla transizione produttiva, bisogna fare presto e anticipare i processi di trasformazione industriale che sono in atto. Il ritardo nella programmazione potrebbe, infatti, vanificare la grande opportunità che abbiamo a disposizione.
Anche il Presidente della Regione Vito Bardi ha proposto al Ministero per il Sud e la coesione territoriale di realizzare a Matera,già Capitale Europea della Cultura nel 2019,una Zona economica speciale “di nuova generazione 4.0 destinata ad ospitare industrie culturali e creative”.
Secondo Bardi, “l’obiettivo è creare un hub dell’audiovisivo, del cinema, dei multimedia, dei video giochi, del software, dell’editoria, della moda, dell’artigianato, della musica, dell’arte figurativa, delle arti applicate, del design, dell’advertising, della comunicazione, del patrimonio storico e artistico.Sarebbe un’opportunità storica per il Mezzogiorno d’Italia”, ha concluso il governatore lucano.
La Regione ha già individuato come “location” del progetto “un’ampia struttura aziendale abbandonata da oltre vent’anni, l’ex pastificio Padula, che comporterà anche una felice operazione di rigenerazione urbana e di risparmio del suolo. “Tutto ha come premessa” ha concluso Bardi “la emanazione di una specifica legislazione economica di vantaggio regolante inediti spazi normativi gestionali”, con vantaggi per le imprese e strutture a disposizione dei professionisti che vi lavoreranno e della città in generale.
