Il nuovo ruolo di Sviluppo Basilicata come interlocutore finanziario delle Banche in favore e per conto della imprenditoria lucana sta creando molte aspettative nella imprenditoria lucana per due motivi: primo, perchè, per la prima volta, si è costruito in regione un sistema di garanzie e controgaranzie che si è posto a fianco delle imprese in crisi di liquidità, secondo perchè la professionalità riconosciuta di chi dirige Sviluppo Ba
“Se oggi le statistiche indicano il 30% di sofferenze sugli impieghi (il dato peggiore in Italia!) ciò è dovuto soprattutto all’atteggiamento delle banche più che alla responsabilità delle imprese”. Infatti, un eccesso di indebitamento sul conto corrente spinge gli istituti di credito a chiedere il rientro al minimo sconfinamento, creando così le condizioni per le sofferenze.
“All’epoca – evidenzia il presidente di Confapi Matera – l’applicazione dell’art. 2 della legge 341 ci consentì di salvare diverse aziende in difficoltà, che presentavano un’eccessiva esposizione debitoria sul conto corrente. I dati a consuntivo di quell’esperienza ci dicono peraltro che la stragrande maggioranza delle imprese beneficiarie di quel prezioso strumento riuscì a rimborsare serenamente e puntualmente i relativi mutui”.
In altre parole, il consolidamento delle passività a breve termine va in soccorso di molte piccole e medie imprese, sopratutto quelle sottocapitalizzate e incapaci di autofinanziamento e quindi senza le armi giuste per i necessari investimenti . Senza contare che le imprese con indebitamento a breve hanno un rating peggiore rispetto a quelle con debito a medio-lungo termine, compromettendo così l’equilibrio finanziario aziendale”.
LA MORSA DELLE BANCHE SULLE IMPRESE LUCANE
