13 Giugno 1925 – 13 Giugno 2025: CENTO ANNI PER LA CAPPELLA DI SANT’ANTONIO DI TRECCHINA.

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Un nuovo libro di Carmine Marotta ne ripercorre la storia

 di Martina Marotta

Templum hoc a sua fundatione divo Antonio Patavino dicatum olim terraemotum subversum diu, multumque obsoletum permansit. Nunc Archipresbitero curato Angelo Can. Schettini opera ac sullicitudine Blasii Sac. Pignataro, coadiuvantibus Nicolao prof. Marotta, Blasio Roberto, Blasio Marotta atque Michaeli Schettini sumptibusque fidelium extructum, exornatumque fuit anno magni jubilei. MCMXXV” é scritto fra le prime pagine del libro Il culto di Sant’Antonio in Trecchina e Jequié di Carmine Marotta. In latino, nella maestosità che la lingua ufficiale della Chiesa Cattolica dava ai documenti importanti, è quanto il parroco che seguì i lavori di ricostruzione della Cappella di Sant’Antonio lasciava scritto per testimoniare in maniera ufficiale e solenne che nell’anno jubilare 1925 (MCMXXV) la cappella di Sant’Antonio veniva dedicata al santo padovano aprendola anche al culto.

Ma qual è la particolarità di questa cappella? Ancora adesso vi sono, attaccati al muro, in fondo alla chiesa, le rendicontazioni delle offerte e delle spese sostenute per i lavori edili. Un elenco di benefattori non solo residenti in paese ma anche all’estero, a Jequié, nella lontana terra Brasiliana, che aveva contribuito in maniera corposa al sostegno delle spese. La statua di Sant’Antonio è stata donata alla piccola chiesa Trecchinese da Carmine Marotta, nonno dell’autore del libro, pioniere in Brasile dal 1885. I trecchinesi in Jequiè si sono adoperati per finanziare, con le loro aziende, la costruzione della Cattedrale di Jequiè intestata a Sant’Antonio e costruita nel 1935. “C’è molto in comune fra le due chiese” ci dice l’autore del libro “i Trecchinesi in Jequiè oltre a venerare la Madonna del Perpetuo Soccorso, per la quale fu edificata anche un chiesa in città, diedero un importante impulso per la costruzione della Cattedrale. Giunsero dall’Italia gli orologi della torre campanaria e la statua di Sant’Antonio donati dai soci dell’Azienda Casa Confiança (Marotta, Lamberti e Grillo). Fra i documenti dell’Archivio del pionerismo migratorio in Bahia ci sono le testimonianze di queste donazioni“.

La devozione per Sant’Antonio di Padova dei trecchinesi emigrati in Brasile ha lasciato queste testimonianze ed oggi, giorno in cui si festeggia il Santo padovano le due comunità virtualmente continuano ad abbracciarsi. “Sono felice di aver realizzato questo piccolo volume” conclude Carmine Marotta “In un libro la storia del culto di Sant’Antonio degli emigranti Trecchinesi raccontata dai documenti, dalle foto e dalle lettere originali dell’epoca, quella epoca in cui un ponte immaginario di fede, di gratitudine, di generosità ma anche di nostalgia legava i due centri che li vedeva protagonisti. Nel documento di dedicazione della chiesa, che riporto nel volume, l’allora parroco di Trecchina precisava che erano nell’Anno Santo 1925, come lo è questo 2025. Grazie ai documenti conservati nell’archivio storico di mio nonno ho potuto verificare e incastonare date e documenti per tramandare la vera storia di chi ha fatto tanto per Trecchina e per la lontana terra brasiliana”.

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Sull' Autore

Martina Marotta è nata nel 1997 a Prato, città dove vive. Ha frequentato il Liceo delle Scienze Umane “Rodari” di Prato. Nel 2020 ha conseguito la Laurea Triennale in Progettazione e Gestione di Eventi ed Imprese dell’Arte e dello Spettacolo (Pro.Ge.A.S.) presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sulla etnomusicologia lucana. Nel 2023 ha conseguito la Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica, Digitale e d’Impresa – Media Digitali, presso l’Università degli Studi di Perugia con una tesi sulla politicizzazione della corruzione su Facebook. Fin da giovanissima (7 anni) ha scritto in versi ed in Prosa persino sui muri di casa. Partecipa ai primi concorsi letterari quasi per gioco ed ancora prima di compiere i diciotto anni era stata premiata più di 350 volte (vincendo in Italia ma anche in Australia, Grecia, Svizzera). Ha scritto il suo nome negli albi d’oro dei più prestigiosi concorsi italiani. Seconda classificata al Festival Europeo della Poesia ad Atene. Premiata più volte “alla carriera” già dall’età di 12 anni. É accademica in più Accademie Letterarie italiane ed estere. Oltre 150 antologie letterarie hanno pubblicato sue poesie. Le sue liriche sono state recensite dai più quotati critici letterari. A febbraio 2010 pubblica “L’Arcobaleno della III A” (Attucci Editrice). Nel 2011 è nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente Napolitano. A dicembre 2011 le viene conferito il Gigliato d’Argento dal Comune di Prato. Ad ottobre 2013 il suo secondo libro: “io spero che …” e pochi mesi dopo le viene conferita, in Svizzera, la laurea H.C. In letteratura dell'emarginazione. Premiata dal Presidente della Camera e dal Presidente del Senato, nel 2013, per meriti letterari. Si occupa di pittura, musica (suona flauto traverso, chitarra, tastiere, altri stumenti a corda), fotografia. Volontaria della Croce Rossa Italiana dove ricopre più ruoli anche a livello regionale. Da gennaio 2025 è Presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Alfieri della Repubblica Italiana (A.N.A.R.I.). Collabora con varie testate giornalistiche e partecipa come inviata al festival Internazionale di Giornalismo di Perugia nel 2022 e 2023. Sempre nel 2023 il suo terzo libro di poesie, Un Diamante fra le stelle (attucci editrice), dedicato a sua madre recentemente scomparsa. Il libro contiene, oltre alle poesie, anche 50 foto naturalistiche ad altra risoluzione. In uscita, nei prossimi mesi, altri due libri, uno sulla emigrazione italiana in Brasile ed un secondo (in Italiano, Inglese, Persiano) sulla condizione delle donne in Afghanistan con la commovente intervista ad una giornalista afghana attualmente profuga in Europa. Da oltre un anno Martina sta promuovendo il suo libro “Un Diamante fra le stelle”con un Tour letterario che farà tappe in Italia ed in Europa. Maggiori informazioni sul sito www.martinamarotta.it

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